Goccie di vita riversate nell'oceano della poesia

 

Margherita      L'amore vero     Napoli

Rinascita        Panta rei        La meta

 

 

 

 

 

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Margherita


Il profumo campestre
dimora nelle mie narici.
Riposo tra i prati
sdraiato tra le margherite,
che illuminate dai raggi del sole
si stringono tra di loro
confondendosi al mio tatto.
Giace all’ombra
una margherita dai petali strappati
e la sua fragilità
sfugge alla mia presa.
Ogni singolo petalo
mi accarezza l’anima.
Il suo odore vero
cristallizza l’attimo
dipingendomi il cuore
di un rosso vivo
sbiadito dal tempo.
Essa è ferita ma il suo gambo
è ancorato al terreno
e lascio che resti lì
per poterla ritrovare presto
con nuovi petali da accarezzare.

 

 L’amore vero.


L’amore gridato al mondo
che vince ogni confronto.
L’amore clandestino
segretamente contemplato solo da noi.
Teatro di passioni e dolcezza,
segreti e confidenze,
timidi sguardi eloquenti
ed eterne dichiarazioni d’amore.
Amore fatto di fiabe, sogni e desideri.
Amore fatto di realtà, certezze e realizzazioni.
Amore che vive
attraverso le silenziose note
delle piccole cose
e dei singoli istanti.
Amore che vive
risuonando con vigore
tra le infinite promesse
dei momenti futuri.
L’antidoto alla tristezza e alla noia,
suprema espressione di vita,
pauroso della propria audacia,
audace nelle proprie paure.
Amore che rende piccolo l’universo
Aprendoci le porte di un infinito mai conosciuto.
Al di là delle nostre volontà,
delle nostre paure, delle nostre idee.
Amore ingenuo, fanciullesco,
che cresce con noi
scrivendo la nostra storia.
Amore pazzo, sincero, vero.

 

NAPOLI.

Dolore nei tuoi occhi,
lacrime di rabbia e di impotenza,
lacrime di disperazione di una donna
a cui hanno strappato i propri figli.

Rassegnazione dalla tua bocca,
grida sorde, senza rumore,
grida contro il mondo di una donna
abbandonata al proprio destino.

Tensione nel tuo viso,
paura di un marinaio
che naviga su una zattera
per i mari in tempesta.

Speranza nel tuo cuore,
come nel cuore di ogni uomo
che sa di dover tornare vivo
per riabbracciare i suoi cari.

Fragile come la donna,
tenace come il marinaio
invochi la morte
e tieni stretta la vita

Ormai stanca di fare la puttana
dei vili e dei potenti,
Ormai stanca di inseguire la tua chimèra,
stai morendo madre mia.

Sii come il mare
che infrangendosi sugli scogli
ha sempre la forza di rinascere,
sconfiggi la tempesta e riabbraccia i tuoi figli.

 

Rinascita.



L’attimo fugge dai miei pensieri
Le mura s’innalzano imponenti
Circondando questi momenti.
Sparisce quel che viveva ieri

Paiono a me istanti veri
Rapito da mille venti,
I pensieri sono assenti.
Non desidero altri averi

Ti chiedo prima dov’eri
T’ho cercata fra le genti.
Ricambia i miei sentimenti
Realizzando i miei desideri

Si uniranno i nostri sentieri
guardando indietro contenti
e viaggiando a semafori spenti,
voleremo via leggeri.
 

 

Panta rei.



Stormi di rondini migrano
alla ricerca di climi miti.
Le onde muoiono e rinascono
sulle coste frastagliate della vita umana.
Il candore della pelle del neonato
sarà un giorno una ruga segnata nel tempo.
Il seme che viaggia col vento
pianta le proprie radici
ma poi sarà lo stesso vento
che strapperà via le foglie.
Dal chiarore dell’alba
al rossore del tramonto
tutto è in movimento
e nulla si slega dal caos.
Ogni istante si lega indissolubilmente
al suo passato e al suo futuro.
L’inesorabilità dello scorrere del tempo
travolge anche noi
come piume nel vento.
Nulla potrà però mai separare
due destini legati dal fato
che percorrono la stessa via
fotografando ogni attimo.
L’immagine che appare nell’istantanea
è quella di due anime che si confondono tra loro
dominando lo spazio e il tempo
rischiarando le tenebre
e inventando la vita.




La meta.



Volevo recarmi verso mete lontane,
correndo più veloce del vento,
evitando ogni ostacolo,
avrei corso sì, ma all’indietro,
perché non sapevo che ogni passo
che ho mosso da quando sono nato
era un passo verso di te.

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Le fleurs du mal

Elevazione.

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli, delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari, oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate,

spirito mio tu ti muovi con destrezza e, come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde, spartisci gaiamente, con maschio, indicibile piacere, le profonde immensità.

Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi, va' a purificarti nell'aria superiore, bevi come un liquido puro e divino il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.

Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni e i dolori che pesano con il loro carico sulla nebbiosa esistenza, può con ala vigorosa slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;

colui i cui pensieri, come allodole, saettano liberamente verso il cielo del mattino; colui che vola sulla vita e comprende agevolmente il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

 

 

 

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