Indice degli autori

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Alberti Rafael, Alceo, Alcmane, Alfieri Vittorio, Alighieri Dante, Angiolieri Cecco,
Apollinaire Guillaume, Archiloco, Ariosto Ludovico.


Baudelaire Charles, Belli Giuseppe Gioacchino,
Bertolucci Attilio, Betteloni Vittorio, Boito Arrigo.
 

Campana Dino, Caproni Giorgio, Cardarelli Vincenzo, Carducci Giosuè, Catullo Gaio Valerio,
Cesareo Giovanni Alfredo.
 
D’Annunzio Gabriele, De Amicis Edmondo, De Libero Libero, de’ Medici Lorenzo, Dickinson Emily, Drisoli Zenone.
 
Farfa, Foscolo Ugo.

García Lorca Federico, Gatto Alfonso, Giusti Giuseppe, Goethe J. Wolfgang,
Govoni Corrado, Gozzano Guido.
 

Leopardi Giacomo, Luzi Mario.
 

Manzoni Alessandro, Marziale Marco Valerio, Masters Edgar Lee, Montale Eugenio, Moretti Marino.
 
Onofri Arturo, Orazio Quinto Flacco, Oxilia Nino.

Palazzeschi Aldo, Parini Giuseppe, Pascoli Giovanni, Pasolini Pier Paolo, Penna Sandro,
Petrarca Francesco, Pozzi Antonia.
 
Quasimodo Salvatore.

Raboni Giovanni, Rebora Clemente, Rilke Rainer Maria, Rossi Tiziano.
 
Saba Umberto, Saffo, Sandburg Carl, Sanguineti Edoardo, Sbarbaro Camillo, Sereni Vittorio, Sinisgalli Leonardo, Stampa Gaspara.

Tagore Rabindranath, Tarchetti Iginio Ugo, Tasso Torquato, Trilussa.

Ungaretti Giuseppe.

Zanella Giacomo.

 

 

 

 

Rafael Alberti

Poeta spagnolo, nacque a Puerto de Santa Maria (Cadice), ove morì nel 1998. Seguì la famiglia a Madrid, dedicandosi alla pittura e poi alla poesia. Dal 1931 si diede alla politica e dal 1936 al 1939 partecipò alla guerra civile nelle file repubblicane. Con l’instaurazione della dittatura di Franco venne l’esilio: visse in Francia, in Messico, in Argentina e a Roma. Alla caduta del franchismo, potè tornare in Spagna, dove rimase fino alla morte. Principali raccolte di poesie: Marinaio a terra, Sugli angeli, Il poeta nella strada, Poemi scenici, Gli otto nomi di Picasso. Indietro

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| Han sradicato un albero | I bimbi di Estremadura | Amaranta | Secondo ricordo |



Alceo

Poeta greco, vissuto tra la fine del VII sec. e la prima metà del VI sec. a.C., nacque a Mitilene nell’isola di Lesbo. Contemporaneo di Saffo e con lei esponente della poesia lirica scritta in dialetto eolico, compose inni agli dei, canti rivoluzionari o di lotta politica, odi per banchetti, versi d’amore. Appartenente al partito aristocratico, lottò contro i tiranni e fu costretto all’esilio. Della sua opera, che comprendeva dieci libri, restano circa 150 frammenti. Indietro

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| Ci siamo buttati in un letargo... |


Alcmane

Poeta lirico greco che nacque, secondo gli antichi, a Sardi, in Lidia, verso la fine del VII secolo a.C., ma visse a Sparta. E’ forse una leggenda che fosse di origine servile, schiavo liberato per il suo talento poetico. Fu maestro di cori femminili, famoso per i suoi parteni; è ritenuto il più antico autore di lirica corale. La sua poesia è caratterizzata da una squisita sensibilità nei confronti della natura e della bellezza femminile. Della sua produzione, sei libri di lirica, restano oltre cento frammenti. Indietro

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| Dormono le cime dei monti | Il cerilo |


Vittorio Alfieri

Scrittore e poeta tragico italiano, nato ad Asti nel 1749, morì a Firenze nel 1803. Di famiglia nobile, orfano di padre, entrò nel 1758 nell'Accademia militare di Torino, dove rimase sino al 1766. Di carattere inquieto e ribelle, viaggiò poi per tutta Europa. Stabilitosi, infine, a Torino nel 1772, insoddisfatto della vita fino ad allora condotta, decise di impegnarsi seriamente nell'attività di scrittore e nel 1775 fece rappresentare con successo la sua prima tragedia, Cleopatra. Per approfondire lo studio dell'italiano si trasferì a Firenze, ove nel 1777 conobbe Luisa Stolberg, contessa d'Albany, che sarà sua compagna per la vita. Alla fine del 1786, andò a vivere con la sua donna a Parigi, rimanendovi fino al 1792. Ritornato a Firenze, vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. E' sepolto in Santa Croce. Opere: 23 Tragedie scritte in endecasillabi e tutte incentrate su figure eroiche: Antonio e Cleopatra, Filippo, Polinice, Antigone, Agamennone, Oreste, Don Garzia, Virginia, Maria Stuarda, Ottavia, La Congiura de' Pazzi, Rosmunda, Timoleone, Merope, Saul (capolavoro), Agide, Sofonisba, Mirra, Abele, Bruto I, Bruto II, Alceste prima, Alceste seconda. Commedie: L'uno, I pochi, I troppi, L'antidoto (La cosiddetta Tetralogia politica), Il divorzio, La finestrina. Poesia: Satire (17), Rime (351 componimenti), L'Etruria vendicata (poemetto). Opere politiche: Della tirannide, Del principe e delle lettere (Trattati), Della virtù sconosciuta (dialogo). Opere varie: Il Misogallo (un insieme di 110 tra epigrammi e sonetti e 5 prose), Vita (Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso). Indietro

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| Sublime specchio di veraci detti... | Solo, fra i mesti miei pensieri, in riva | S'io t'amo? oh, donna! |



Dante Alighieri

Scrittore e poeta, nato a Firenze da una famiglia di piccola nobiltà nel 1265, morto a Ravenna nel 1321, visse nella sua città fino ai 35 anni. Allievo di Brunetto Latini, strinse amicizia con i poeti stilnovisti. Si innamorò giovanissimo di Beatrice Portinari, che ispirò tutta la sua opera poetica. A lei dedicò la Vita nuova (1292-93). Nel 1295 Dante sposò Gemma Donati da cui ebbe tre figli. Nello stesso periodo partecipava attivamente alla vita politica del Comune di Firenze, rivestendo cariche importanti nel Governo della città. Nel 1301, mentre era ambasciatore presso il papa Bonifacio VIII, i Guelfi neri, favorevoli al Papa, presero il potere a Firenze e bandirono dalla città i Guelfi bianchi, favorevoli all’Imperatore. Dante, che era un guelfo bianco, fu condannato e costretto all’esilio. Dal 1302 al 1321 visse da esule presso le corti dei Signori in Veneto, Toscana, Romagna, svolgendo missioni diplomatiche, ma soprattutto impegnandosi nel comporre la Divina Commedia, il poema che lo ha reso famoso. Altre opere in volgare furono le Rime e il Convivio, mentre in latino scrisse il De vulgari eloquentia, Monarchia, 13 Epistole, 2 Egloghe, Quaestio de aqua et terra. Indietro

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| Tanto gentile e tanto onesta pare | Guido, i’ vorrei che tu... | Cerbero, fiera crudele e diversa... | Deh, Violetta, che in ombra d'Amore | Un dì si venne a me Malinconia | Com più vi fere amor | Amor, che movi tua vertù | La selva dei suicidi | Salita alla prima cornice | Profezia di Carlo Martello e... | Guido da Montefeltro | Bocca degli Abati | Conversione di Stazio | Dante dubita | Dante sogna Lia e Rachele |


Cecco Angiolieri

Poeta. Nacque circa il 1260 a Siena, ove morì verso il 1313. Condusse una vita sregolata, gravata dai debiti (tant’è che i figli rinunciarono all’eredità); ebbe una corrispondenza poetica con Dante e in alcune poesie lo prese in giro e polemizzò con lui. Nel suo canzoniere, comprendente 150 sonetti, egli è il protagonista sempre in primo piano, e canta i temi della taverna, del gioco dei dadi e della donna, che è la parodia e la dissacrazione di quella idealizzata dagli stilnovisti.. Rielaborò i temi goliardici medievali, divenendo l’ esponente per eccellenza della poesia realistico - giocosa. Opera: Canzoniere Indietro

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| S’i’ fosse foco | Io son sì altamente innamorato | I' ho sì gran paura di fallare |


Guillaume Apollinaire

Guillaume Apollinaire (pseudonimo di Guillaume de Kostrowitsky) nacque a Roma nel 1880 da un'aristocratica polacca, Angelica de Kostrowitsky, e da padre italiano, forse un ufficiale borbonico.
Legato ai più importanti movimenti d'avanguardia della sua epoca, fu il teorico del cubismo e contribuì ad orientare verso il simbolismo la poesia surrealista. Dopo aver girovagato a lungo per l'Europa, nel 1913 si trasferì definitivamente a Parigi, dove morì nel 1918, colpito dalla febbre spagnola. Indietro
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| Il pavone | Le campane | Autunno |


Archiloco

Poeta greco, vissuto nel VII secolo a. C., nacque a Paro nelle Cicladi. Era di famiglia nobile, sua madre forse era una sacerdotessa. Fu soldato e poeta e, secondo la tradizione, morì combattendo. Di temperamento esuberante e passionale, fu il poeta dell’amore e dell’odio. Per lui l’amore è tormento e sofferenza, oscuramento dei sensi e della mente e l’odio per le offese ricevute si manifesta con ingiurie e maledizioni. Nelle sue opere, inoltre, espresse il suo impegno civico, le passioni e le delusioni della sua anima irrequieta. La sua fama resta legata all’uso del giambo, cioè ad un tipo di poesia fortemente polemica ed aggressiva. Di lui restano circa 140 frammenti. Indietro

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| Non dire più nessuna cosa al mondo | Cuore, mio cuore | Non v'è cosa | I tesori di Gige... |


Ludovico Ariosto

Poeta, nato nel 1474 a Reggio Emilia, morì nel 1533 a Ferrara, ove visse presso la corte elegante e raffinata degli Estensi. Il padre, che ricopriva importanti incarichi amministrativi per il duca d’Este, lo avviò agli studi giuridici, ma Ludovico, appassionato per la poesia, ottenne il permesso di dedicarsi alla letteratura. Però la morte improvvisa del padre, nel 1500, lo costrinse ad interrompere gli studi umanistici per occuparsi della sua numerosa famiglia (era il primo di dieci figli). Nel 1504 entrò al servizio del cardinale Ippolito d’Este, fratello del duca di Ferrara, Alfonso. Intanto cominciava a comporre il suo poema cavalleresco, l’ Orlando Furioso, che pubblicò la prima volta nel 1516. L’anno seguente rifiutò di seguire il cardinale Ippolito in Ungheria e fu licenziato; passò al servizio del duca Alfonso che lo nominò governatore della Garfagnana. Nel 1525 rientrò a Ferrara, dove visse fino alla morte in una sua casa insieme con Alessandra Benucci, la donna da lui amata. Opere: Poesia: Orlando Furioso, Satire; Commedie: Cassaria, Supposti, Negromante, Lena, Studenti (incompiuta). Indietro

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| Su la riviera Ferraù trovosse... | La bella donna mia d'un sì bel fuoco | Amor, io non potrei |


Charles Baudelaire


Poeta francese. Nacque nel 1821 a Parigi dove morì nel 1867. La sua fanciullezza fu segnata dalla morte del padre avvenuta nel 1827 e dal fatto che la madre si risposò l’anno seguente. Il secondo matrimonio della madre provocò in Baudelaire un trauma e un senso di carenza affettiva dei quali porterà le conseguenze per tutta la vita. Condusse una vita inquieta e sregolata, sperperando il patrimonio paterno e facendo uso anche di droghe e alcol. Negli ultimi anni della sua vita, dopo essere stato interdetto dalla famiglia, tentò più volte il suicidio. La sua opera più famosa, la raccolta di poesia I fiori del male, alla prima edizione nel 1857 fu condannata e sequestrata dalle autorità giudiziarie, perché ritenuta offensiva per la morale; oggi è considerata uno dei capolavori della poesia moderna. Scrisse anche Poemetti in prosa, I paradisi artificiali e Diari intimi (pubblicati postumi nel 1909). Indietro

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| L’albatro | Il gatto | Élevation | De profundis clamavi | Franciscae meae laudes | A una passante | La Beatrice | Il crepuscolo della sera | L'uomo e il mare | La pipa | Tristezza della Luna | Conversazione | Il serpente che danza | Corrispondenze | Confessione |XCIX | Il Sole |


Giuseppe Gioacchino Belli

Poeta in dialetto romanesco, nato a Roma nel 1791, vi morì nel 1863. Ebbe un’infanzia difficile: a undici anni perse il padre, a sedici la madre; per questo dovette interrompere gli studi e vivere svolgendo vari impieghi pubblici. Intorno ai vent’anni cominciò a comporre poesie in lingua, di gusto tra l’arcadico e il barocco. Nel 1816 sposò una ricca vedova che gli permise di vivere con tranquillità e di compiere numerosi viaggi. Dal 1830 circa iniziò a scrivere i 2279 sonetti in dialetto romanesco, che in vita non pubblicò mai, ma che leggeva agli amici. Dopo la morte della moglie, trovò un’occupazione come impiegato e negli ultimi anni (traumatica fu per lui l’esperienza della repubblica romana) divenne un reazionario; nel 1852 fu perfino nominato "censore della morale politica" e lui proibì le opere di Rossini, di Verdi e i drammi di Shakespeare. Rappresentò con ironia e sarcasmo la vita e i costumi del popolo romano del suo tempo. Poesia: Sonetti; Opere minori: Poesie (in lingua), Traduzioni, Zibaldone, Epistolario. Indietro

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| Li soprani der monno vecchio | Er caffettiere filosofo | La notte de Pasqua Befania |


Attilio Bertolucci

Poeta, nato a San Lazzaro, in provincia di Parma, nel 1911, è morto a Roma nel 2000. Abbandonati gli studi giuridici, passò alla facoltà di Lettere all’Università di Bologna, dove frequentò le lezioni di Roberto Longhi, storico e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere, insegnò per molti anni storia dell’arte a Parma. Trasferitosi a Roma nel 1951, collaborò alla radio e alla televisione, al cinema, e si dedicò al giornalismo: infatti egli scrisse a lungo per "Il Giorno" e diresse "Nuovi argomenti" dopo la morte di Pier Paolo Pasolini. Notevole, fra le sue attività, quella di traduttore: ha tradotto Balzac, Baudelaire, Wordsworth, D.H. Lawrence, Hemingway. Opere: Sirio (1929), Fuochi di Novembre (1934), La capanna indiana (1951), In un tempo incerto (1955), Viaggio d’inverno (1971), La camera da letto (1984 e ‘88). Indietro

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| Alla madre | Vento | Per B... | Solitudine | Al fratello | Ricordo di fanciullezza | A Ninetta | Il poeta e la sua città | Vennero i freddi |


Vittorio Betteloni

Nacque a Verona nel 1840. Figlio di Cesare Betteloni, poeta morto suicida, fu affidato alle cure del poeta Aleardo Aleardi, amico di famiglia. Si laureò in legge a Pisa, visse quasi sempre a Verona, dove insegnò letteratura italiana. Morì nella frazione veronese di Castelrotto nel 1910.
Le sue maggiori raccolte di versi sono: In primavera (1869), Nuovi versi (1880)con una prefazione di Giosuè Carducci, suo amico, Crisantemi (1903). Indietro

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| Però, se appena appena |



Arrigo Boito

Scrittore italiano, musicista e librettista nacque a Padova nel 1842 e morì a Milano nel 1918. Studiò violino, pianoforte e composizione nel Conservatorio di Milano. Nel 1861 si recò a Parigi, grazie a una borsa di studio, e vi conobbe Auber, Berlioz, Rossini e Verdi. Viaggiò in diversi Paesi europei come Francia, Belgio, Germania, Inghilterra e Polonia, infine si stabilì definitivamente a Milano, dove si inserì attivamente nell’ambiente della scapigliatura, introdottovi dal fratello Camillo, e ne divenne uno dei maggiori esponenti. Opere: Poesia: Re Orso, Libro dei versi; Racconti: L’alfier nero; Libretti: Otello, Falstaff (per Verdi), La falce (per Catalani), La Gioconda (per Ponchielli), Amleto (per Faccio); Commedia: Le madri galanti (scritta insieme con Emilio Praga); Opere liriche: Mefistofele, Nerone. Indietro

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| Ecco il mondo | Dualismo |


Dino Campana

Il poeta nacque a Marradi (Faenza) nel 1885 e morì nel 1932 nell’ospedale psichiatrico di Castel Pulci presso Firenze. Compiuti gli studi medi a Faenza e a Torino, si iscrisse alla Facoltà di chimica all’università di Bologna nel 1903. L’anno successivo passò all’università di Firenze e poi nuovamente a Bologna, senza portare a termine gli studi. In questo periodo diede i primi segni di squilibrio mentale. Cominciò la sua vita vagabonda, viaggiando in Svizzera e in Francia. Al rientro in Italia fu rinchiuso per qualche tempo nel manicomio di Imola. Tornò a iscriversi all’università, ma poi partì per un viaggio in Argentina e Uruguay. Nel 1909 fu internato nel manicomio di Firenze, e poi, durante un successivo viaggio in Belgio, in quello di Tournay. Rimpatriato, risiedette a Marradi. Viaggiò molto in Italia e fu varie volte arrestato e rinviato alla cittadina natale. Scoppiata la guerra, si presentò come volontario, ma venne riformato. Dopo una relazione con Sibilla Aleramo, fu nuovamente arrestato più volte per vagabondaggio e squilibrio mentale, finché nel 1918 fu internato nel manicomio di Castel Pulci, dove rimase fino alla morte. Poesia: Canti orfici (1914). Indietro

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| Tre giovani fiorentine camminano | Donna genovese | La petite promenade du poète | Barche amorrate | Bastimento in viaggio | O poesia poesia poesia | Notturno teppista |


Giorgio Caproni

Poeta italiano. Nato a Livorno nel 1912, visse a Genova dal 1922 e poi dal 1939 a Roma, dove morì nel 1990. Dopo aver esercitato vari mestieri, si dedicò all’insegnamento come maestro elementare. Oltre a collaborare con giornali e riviste, svolse anche notevole attività di traduttore dal francese e dallo spagnolo. La sua poesia esprime un attaccamento sofferto alla realtà quotidiana (a luoghi e a persone amate), mescolando lingua popolare e lingua colta. Tra le principali raccolte di versi si possono citare: Il passaggio d’Enea, Il seme del piangere, Il muro della terra, L’ultimo borgo, Il labirinto. Indietro

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| L’uscita mattutina | Per lei | Atque in perpetuum, frater... | Preghiera | Congedo del viaggiatore cerimonioso | Veneziana | Litania | A mio padre | A Rina | Ricordo | III Epilogo |


Vincenzo Cardarelli

Poeta e scrittore, pseudonimo di Nazareno Caldarelli, nato a Tarquinia nel 1887, morì a Roma nel 1959. Si trasferì a Roma nel 1906 dove svolse vari ed umili mestieri, fino a quando intraprese la carriera di giornalista. Collaboratore di riviste letterarie, fu nel 1919 tra i fondatori della "Ronda", della quale assunse poi la direzione. Dopo la seconda guerra mondiale fu nominato direttore della "Fiera letteraria". Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma, vivendo da solo. Esordì come poeta nel 1916 con il libro dei Prologhi, a cui seguirono altre raccolte di poesie come Poesie del 1936 e del 1958. Per quanto riguarda la prosa, si segnala Solitario in Arcadia. Indietro

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|Incontro in circolare | Passaggio notturno | Abbandono | Nostalgia | Gabbiani | Sopra una tomba | Autunno | Distacco | Homo sum | Settembre a Venezia | Genitori | Idillio | Santi del mio paese | Febbraio | Liguria | Sardegna | Alla morte |


Giosuè Carducci

Poeta e critico letterario. Nato a Val di Castello nel 1835 e morto a Bologna nel 1907, trascorse la sua fanciullezza in Maremma, a seguito del padre che era medico, poi nel 1849 la famiglia si trasferì a Firenze. Qui iniziò gli studi che completò laureandosi, a ventuno anni, in filosofia e filologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegnò subito dopo nel ginnasio di San Miniato al Tedesco. In quegli anni, suicidatosi il fratello Dante e morto il padre, Carducci decise di prender moglie: ebbe tre figlie e un figlio, Dante, che morì in tenera età. Nel 1860, a 25 anni!, fu nominato professore di letteratura italiana all’università di Bologna, dove insegnò fino al 1904. Nel 1906 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, primo tra gli scrittori italiani. Fu contrario al languido e sentimentale Romanticismo del secondo Ottocento, ma in realtà ne fu il continuatore nella sua tendenza realistica, ricca di motivi naturalistici e di liriche della memoria, dedicate agli affetti familiari ed ai ricordi dell’infanzia. Mentre era ancora in vita fu considerato il maggior poeta italiano, il "vate" della Nazione. Le opere di Carducci sono state pubblicate in trenta volumi, a cui vanno aggiunti i ventuno volumi dell’epistolario. Poesia: Juvenilia, Levia gravia, Giambi ed epodi, Rime nuove, Odi barbare, Rime e ritmi; Prosa: Confessioni e battaglie, Epistolario; Critica: Saggi su Dante, Commenti al Poliziano ed al Petrarca, Parini minore e Parini maggiore. Indietro

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| Congedo | Pianto antico | Funere mersit acerbo | Traversando la Maremma toscana | Il sonetto | Alla signorina Maria A. | Colloqui con gli alberi | San Martino | Il bove | Nostalgia | Nevicata | Davanti San Guido | Qui regna amore | Tedio invernale | A un asino | Presso una certosa | Momento epico |


Gaio Valerio Catullo

Poeta lirico latino, Catullo, vissuto nel I sec. a.C., nacque a Verona e morì trentenne a Roma. E’ uno dei maggiori poeti latini. La tematica predominante della sua ispirazione, accanto a quella del dolore e dell’infedeltà degli amici, è l’amore per Lesbia: il poeta ne cantò le vicissitudini con versi dettati da intenso sentimento e passione. Il libro delle sue poesie contiene 116 componimenti di metro e di estensione vari, divisi in nugae (1-60: carmi brevi e leggeri, in cui il poeta narra la storia del suo amore), carmina docta (61-68: carmi più estesi ed eruditi, per cui Catullo ebbe l’appellativo di "doctus"), elegie (69-116: carmi brevi ed epigrammi). Indietro

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| Odio e amo | Mi prometti, vita mia, che questo nostro amore... | Dopo aver traversato terre e mari... | E voi piangete, Veneri ed Amori | Se il bene compiuto | Paene insularum, Sirmio, insularumque | Vorrei potere anch'io |


Giovanni Alfredo Cesareo

Poeta e storico della letteratura italiana, nato a Messina nel 1861 e morto a Palermo nel 1937, è noto per i suoi saggi di critica e per le sue poesie, riconducibili per la tematica al movimento letterario del verismo. Fu anche professore universitario a Palermo e senatore. Poesia: Le occidentali, Gl’Inni, Le consolatrici, I canti di Pan, I poemi dell’ombra; Saggi critici: Nuove ricerche su la vita e le opere di G. Leopardi, La poesia siciliana sotto gli Svevi, La vita e l’arte di G. Meli, La poesia di Giovanni Pascoli, Gaspara Stampa, Teatro mediterraneo, Storia delle teorie estetiche in Italia. Traduzioni: L’avaro (Molière) Indietro

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| Campane a sera | Parte il treno |


Gabriele D’Annunzio

Poeta, romanziere, drammaturgo, giornalista, nato a Pescara nel 1863 e morto a Gardone Riviera nel 1938, fu uno tra i maggiori protagonisti della vita letteraria italiana di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento. Fu anche il più importante esponente del Decadentismo italiano, affascinato dalle idee di Nietzsche da cui ricavò il mito del superuomo. A Roma, dove si trasferì da Pescara nel 1881 per frequentare all’università la facoltà di Lettere, seguì la corrente del Decadentismo che accese in lui l’amore per il linguaggio raffinato e musicale e l’ideale di una vita eroica. Nel 1915 si schierò con gli interventisti e prese parte alla prima guerra mondiale, compiendo imprese audaci e clamorose come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Nel 1919 occupò con i suoi legionari la città di Fiume, rivendicandola come appartenente all’Italia. Dal 1922 fino alla morte si ritirò in una villa presso Gardone, il Vittoriale, che egli trasformò in un mausoleo pieno di cimeli della sua vita "inimitabile". Moltissime le opere: Poesia: Primo vere, Canto novo, Poema paradisiaco, Laudi (quattro libri); Racconti: Le novelle della Pescara; Romanzi: Il piacere, L’innocente, Il trionfo della morte, Il fuoco, Forse che sì forse che no; Tragedie: La città morta, Francesca da Rimini, La figlia di Iorio, La fiaccola sotto il moggio, La nave, Fedra; Prose autobiografiche: La Leda senza cigno, Notturno, Le faville del maglio; Epistolario: Solus ad solam (postumo). Indietro

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| A l’abruzzese de Melane | I pastori | O falce di luna calante | Carnevale vecchio e pazzo | La pioggia nel pineto | Guarda il cielo di Settembre | I Re Magi | Il peplo rupestre | Tu, madre, che da i tristi occhi preganti | Un ricordo | La sabbia del tempo | Baccha |


Edmondo De Amicis

Scrittore italiano, nato a Oneglia, oggi Imperia, il 1846, morì a Bordighera il 1908. Intraprese la carriera militare e partecipò alla Terza Guerra d'Indipendenza Italiana del 1866. Successivamente si dedicò al giornalismo e svolse attività di saggista e narratore. Nei suoi scritti, per lo più educativi, scorre una vena di garbato sentimentalismo, in linea con il clima moralistico del secondo Ottocento. De Amicis fu soprattutto un prosatore. I suoi versi manifestano aspetti che saranno di lì a poco caratteristici dei poeti crepuscolari. Opere: Prosa: La vita militare, Il romanzo d'un maestro, Spagna, Marocco, Olanda, Costantinopoli, Sull'oceano, L'idioma gentile, Ritratti letterari, Gli amici, Cuore, Primo maggio, La carrozza di tutti; Poesia: Poesie. Indietro


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| Se fossi pittore |



Libero De Libero

Nato a Fondi (Latina) nel 1906, si laureò in legge a Roma, dove visse e morì nel 1981. Oltre che poeta, rappresentante dell'ermetismo, è stato critico e insegnante di storia dell'arte, autore di romanzi e racconti.
Opere: Poesia: Solstizio, Proverbi, Testa, Eclisse, Epigrammi, Il libro del forestiero, Banchetto, Settembre tedesco, Ascolta la Ciociaria, Sono uno di voi, Romanzo, Madrigali, Di brace in brace, Scempio e lusinga, Circostanze; Narrativa: Malumore, Amore e morte, Camera oscura, Il guanto nero, Racconti alla finestra; Saggistica: Roma. Indietro



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| Ora è un tempo...|


Lorenzo de’ Medici, il Magnifico


Politico e letterato, nonché protettore di artisti, filosofi e poeti, nacque nel 1449 a Firenze, ove morì nel 1492. Figlio di Piero de’ Medici e Lucrezia Tornabuoni, seguì gli insegnamenti di umanisti come Marsilio Ficino, l’Argiropulo e Cristoforo Landino. Fu amico di Luigi Pulci. Amò e cantò Lucrezia Donati, anche se si sposò con Clarice Orsini nel 1469. Nello stesso anno, morto il padre, assunse il governo della città, consolidando la signoria con modifiche costituzionali. In virtù di un’abilissima politica estera fece di Firenze il punto di equilibrio per la stabilità degli stati italiani, divenendo l’ago della bilancia politica d’Italia, propiziando con la sua straordinaria accortezza diplomatica un periodo di pace a tutta l’Italia. Molte le sue opere: Poesia: Rime, Canzoni a ballo, Canti carnascialeschi, Laudi, La Nencia da Barberino, Uccellagione, Simposio, Capitoli, Selve d’amore, Amori di Venere e Marte, Corinto; Prosa: Novelle, Comento ad alcuni sonetti d’amore, Altercazione. Indietro

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| Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori | Il trionfo di Bacco e Arianna | Io piansi un tempo, come volle Amore |


Emily Elizabeth Dickinson

Poetessa statunitense, nacque nel 1830 ad Amherst (Massachussetts), piccolo centro di religione e cultura puritana; vi trascorse tutta la vita e vi morì nel 1886. Secondogenita di tre figli, di costituzione gracile, spesso malata, visse in quasi totale solitudine con rare amicizie, soprattutto epistolari, esprimendo nella poesia la sua intensa vita spirituale: i suoi sentimenti, la contemplazione della natura, la meditazione sui grandi temi biblici. Dopo la sua morte, la sorella Vinnie scoprì i versi nascosti e li fece pubblicare, ma soltanto nel 1955 si ebbe l’edizione completa delle 1775 poesie, di cui sette pubblicate in vita, con il titolo di Poems (Poesie). Importante il suo epistolario, pubblicato nel 1924. Indietro

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| Solitudine | L’ estate è finita | Se più non fossi viva | Notti selvagge - notti selvagge! | Una parola muore | Una sorella | L'anima si sceglie il proprio compagno | Fra le mie dita tenevo un gioiello | Quant'è felice il sassolino | Molta follia è saggezza divina | Non posso essere sola | Una sensazione solenne sentire | Io so bene che dentro la mia stanza | Fammi un quadro del sole | Sono cortesie minuscole | Quando Lui glielo chiese - si alzò | Il passato | L' altro giorno -ho perso | La mia ruota è nel buio! | La fama è un'ape | Il paradiso non è più lontano | Fra le mie dita tenevo un gioiello | Non c'è nessun vascello che, come un libro | Per un istante d'estasi |
Un sepalo, un petalo e una spina | Che sia l'amore tutto ciò che esiste | Soltanto nella perdita | Per fare una prateria... | Tiene il ragno |
Quanto solitario deve sentirsi il vento di notte | Poeta |

Zenone Drisoli

Autore che, nel suo sito "Scuola di matti", racconta con ironia e sarcasmo, per lo più con testi in rima, la vita di una scuola media nei suoi vari aspetti: comportamento e caratteristiche di insegnanti e alunni, riunioni collegiali, rapporti sociali e sindacali, fatti consueti ed inconsueti. Indietro

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| Psycocanto | Se no | Vedi la pagina personale |


Farfa

Farfa, pseudonimo di Vittorio Tommasini, nacque a Trieste nel 1881, e morì a San Remo nel 1964. Partecipò al movimento futurista come pittore e come poeta (Amava firmarsi "Farfa il futurista"). Poesia: Noi miliardario della fantasia, Poema del candore negro, Marconia. Indietro
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| Ehi dico | Se in me | Le rondini | Dalla superba | Gigi |




Ugo Foscolo

Scrittore italiano, nato nell’isola greca di Zante nel 1778 e morto nei pressi di Londra nel 1827, è uno dei più grandi poeti italiani. Ebbe una vita molto movimentata e contrassegnata da forti passioni, impegno politico e civile. Di padre veneziano e di madre greca, dopo la morte del genitore, nel 1792 andò a vivere a Venezia , dove aderì alle idee libertarie e repubblicane che circolavano dopo la rivoluzione francese e pubblicò le sue prime opere. Dopo il Trattato di Campoformido (1797), per non rimanere sotto il dominio austriaco, lasciò Venezia e si trasferì in varie città, tra cui Milano e Firenze. Nel 1808 ottenne presso l’Università di Pavia la cattedra d’eloquenza, che fu soppressa poco tempo dopo. Nel 1814, caduto Napoleone e tornato il Lombardo -Veneto sotto l’egemonia degli Austriaci, rifiutò le offerte del governo asburgico e si recò esule prima in Svizzera e poi a Londra. Qui condusse una vita disagiata, sia per le difficoltà economiche, sia per la precaria salute. E difatti una grave malattia lo portò alla morte. Le sue ceneri riposano a Firenze nella chiesa di Santa Croce dal 1871. Il Foscolo di temperamento per eccellenza romantico nelle sue opere assoggettò il tumulto interiore a una misura di armonia classica. Molto varia la sua attività perché fu poeta, tragediografo, prosatore, critico letterario. Poesia: Dei Sepolcri, Sonetti, Odi, Le Grazie (incompiuto); Tragedie: Tieste, Aiace, Ricciarda; Prosa: Ultime lettere di Jacopo Ortis (romanzo epistolare), Notizie intorno a Didimo Chierico, Orazioni, Epistolario (1794 - 1827), Lettere scritte dall’Inghilterra; Critica: Saggi sul Petrarca, Discorso sul testo della Divina Commedia, Discorso storico sul testo del Decamerone, Della nuova scuola drammatica in Italia. Indietro

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| In morte del fratello Giovanni | Alla Sera | Contro Vincenzo Monti | Il proprio ritratto | Il Piacere | Di se stesso | A Zacinto |


Federico García Lorca

Poeta e drammaturgo spagnolo; nacque nel 1898 e morì nel 1936. Dopo aver studiato legge a Granada, si laureò a Madrid in Lettere e filosofia. Nella capitale si dedicò anche alla pittura e alla musica e pubblicò le sue prime opere. All’inizio della guerra civile in Spagna fu arrestato per la sua attività antifascista e fucilato dai militari del dittatore Franco. Ebbe un temperamento passionale, proprio della sua terra d’origine, l’Andalusia, che ispirò la sua produzione poetica: Libro di poesie, Canzoni, Primo romanzero gitano, Poema del canto profondo, Compianto per Ignazio Sanchez Mejias, e drammatica: Il malefizio della farfalla, Mariana Pineda, La calzolaia ammirevole, Teatrino di don Cristobal, Nozze di sangue, Yerma, Donna Rosita nubile, La casa di Bernarda Alba. Indietro

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| La lucertola vecchia | Potessero le mie mani sfogliare | Gli incontri di una lumaca avventurosa | Cicala! | Le sei corde | Notte dell' amore insonne | È vero | Il poeta chiede al suo amore di scrivergli | Desiderio | Anima assente | Corpo presente | Gazzella dell'Amore imprevisto | Un paesino di sogno | Il caprone | Sera | La banderuola caduta |


Alfonso Gatto


Poeta italiano. Nato a Salerno nel 1909, morì presso Orbetello per un incidente stradale nel 1976. Frequentò l’università di Napoli, ma non si laureò. Svolse diversi mestieri come commesso in una libreria, istitutore in un collegio, giornalista, insegnante. Fu fondatore e direttore con Vasco Pratolini della rivista "Campo di Marte". Dal 1943 fece parte della Resistenza e dopo la guerra divenne inviato speciale dell’Unità. Negli ultimi anni della vita si dedicò alla critica d’arte e alla pittura. Poesia: Isola, Morto ai paesi, Il capo sulla neve, La forza degli occhi, Osteria flegrea, La storia delle vittime, Lapide1975 e altre cose, Desinenze. Indietro

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| Consiglio | A mio padre | La partita di calcio | Il bambino di gomma | Poesia d'amore | Canto alle rondini | Paesetto di Riviera |


Giuseppe Giusti

Poeta, nato a Monsummano nel 1809, morì a Firenze di tisi nel 1850. Studiò legge a Pisa, dove frequentò i patrioti di tendenze repubblicane; quando venne a contatto con gli scrittori manzoniani, seguì le idee moderate. Contribuì con le sue poesie satiriche a diffondere lo spirito patriottico e liberale. Opere: Poesia: Versi editi e inediti (1852, postumo); Prosa: Cronaca dei fatti di Toscana, Raccolta di proverbi toscani, Epistolario. Indietro

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| La chiocciola | Il deputato | Per me tanto ho deciso | I trentacinque anni |


Johann Wolfgang Goethe

Poeta, romanziere, drammaturgo e scienziato tedesco, nato a Francoforte nel 1749 e morto a Weimar nel 1832, fu uno dei più grandi poeti del Romanticismo tedesco. Dopo aver esercitato per qualche tempo l’avvocatura, entrò a far parte della corte del Granduca di Weimar (1775). Qui trascorse un periodo sereno, trovò l’amore in Charlotte von Stein, l’amicizia con Schiller ed Herder. Fece due viaggi in Italia (1786 e 1790) che lo accostarono alla classicità greca e latina. Dopo la morte di Schiller (1805), il poeta, mentre in Europa la sua fama cresceva di anno in anno, si sentì sempre più isolato in patria, e sempre più si interessava alla cultura inglese, francese ed italiana. Trascorse l’ultimo periodo della sua vita, dedicandosi alla cultura letteraria europea e lavorando alla stesura del Faust, il suo capolavoro. Le sue opere sono moltissime, tra le tante si possono citare: Poesia: Ciclo del viandante, Elegie romane, Epigrammi veneziani, Divano occidentale-orientale; romanzi: I dolori del giovane Werther (epistolare), Wilhelm Meister (due parti), Le affinità elettive; drammi: Ifigenia in Tauride, Egmont, Torquato Tasso, Faust; scritti autobiografici: Dalla mia vita. Poesia e verità, Viaggio in Italia; studi scientifici: Teoria dei colori, Metamorfosi delle piante. Indietro

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| Innamorato | Presenza | Mignon | Ah, come rimani in me | A un cuore d'oro che portava al collo |


Corrado Govoni

Poeta, nato a Tàmara (Ferrara) nel 1884, morì ad Anzio nel 1965. Trascorse gli anni della fanciullezza nella tenuta del padre. Non studiò regolarmente; infatti abbandonò la scuola molto presto. Svolse vari mestieri prima di trasferirsi a Roma, dove si stabilì e dove collaborò con giornali e riviste. Perdette il figlio, Aladino, ucciso dai nazisti nel 1943, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Aperto alle novità, nella sua poesia convergono tematiche del Simbolismo, del Crepuscolarismo (fu caro amico di Sergio Corazzini) e specialmente del Futurismo; sperimentò, infatti, nuovi modi di fare poesia, come la "poesia visiva". La sua poesia, densa di colori, immagini ed effetti sonori è incentrata sulla nostalgia della campagna, il rimpianto della giovinezza, la coscienza della vita come dolore. Opere: Poesia: Le fiale, Armonia in grigio et in silenzio, Fuochi d’artifizio, Aborti, Poesie elettriche, Inaugurazione della primavera, Il quaderno dei sogni e delle stelle, Flauto magico, Canzoni a bocca chiusa, Aladino, Preghiera al trifoglio, Manoscritto nella bottiglia, Stradario della primavera, Ronda di notte (postumo); Narrativa: La strada dell’acqua, Misirizzi, I racconti delle ghiandaie. Indietro

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| Bellezze | Questo ispido villoso calabrone | La trombettina | Lo scricciolo | Villa chiusa | I tetti | Il giardino | Acquazzone |


Guido Gozzano

Poeta italiano. Nacque a Torino nel 1883, dove visse quasi sempre e dove morì nel 1916. Malato di tubercolosi, si recò per frequenti soggiorni ad Agliè, nel Canavese, dove possedeva la villa "Il Meleto". Tra il dicembre del 1912 e il febbraio del 1913 compì un viaggio in India e a Ceylon, scrivendo una serie di articoli, pubblicati dal quotidiano "La Stampa", con la speranza di poter guarire. Ma il male non gli diede scampo. La sua poesia è di tono crepuscolare; egli descrive un mondo provinciale ed autobiografico con la nostalgia di un grande amore mai vissuto e sempre sognato. Poesia: La via del rifugio, I colloqui, Le farfalle, Poesie sparse; Prosa: Verso la cuna del mondo, Novelle e fiabe. Indietro

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| Nonno, l’argento della tua canizie... | La morte del cardellino | L'immagine di me voglio che sia | L'onesto rifiuto | Un rimorso |
| Cocotte | Speranza |


Giacomo Leopardi

Il poeta, nato a Recanati nel 1798 e morto a Napoli nel 1837, è stato uno dei più grandi poeti italiani. Dotato di ingegno precoce e di delicata sensibilità, incompreso dai familiari, crebbe in un ambiente chiuso e retrivo. Ricevette la prima educazione dal padre e da istitutori ecclesiastici; ma si acquistò poi, grazie alla biblioteca paterna, una vasta cultura con uno "studio matto e disperatissimo", che gli rovinò la salute. In breve tempo acquisì una profonda conoscenza del latino, del greco, dell’ebraico e di alcune lingue moderne, tanto che a soli quindici anni scrisse una Storia dell’astronomia e a diciassette il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi. Nel 1819 cercò di andarsene da Recanati senza riuscirci; quindi scoprì dolorosamente "la vanità di tutte le cose", il "solido nulla". Tra il 1819 e il 1821 compose i primi idilli. Nel 1822 poté lasciare Recanati e trasferirsi a Roma, ma per lui fu una delusione e presto tornò al paese natio. Ripartì nel 1825, stabilendosi a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. Nel 1828, rimasto privo di mezzi, dovette rientrare a Recanati, dove compose i grandi idilli. Tornato a Firenze nel 1830, grazie all’aiuto economico di alcuni amici toscani, conobbe Antonio Ranieri, che lo convinse a trasferirsi a Napoli con lui. Qui concluse la sua vita. Per il poeta gli uomini vivono in una condizione di infelicità e di dolore. In un primo momento egli ritiene che siano gli uomini responsabili dell’infelicità umana, perché si sono allontanati dalla Natura, vista come forza benevola e materna; in un secondo momento pensa che il male dell’Universo debba essere attribuito alla stessa Natura, indifferente e matrigna, identificabile con la crudeltà del destino. Opere: Poesia: I Canti; Prosa: Operette morali, Pensieri, Zibaldone, Epistolario; Traduzioni: Idilli di Mosco ed opere di altri autori. Indietro

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| L’infinito | Le ricordanze, vv 1-24 | A Silvia | Ultimo canto di Saffo | A se stesso | Il primo amore | La ginestra | Alla luna | All'Italia |
| A morte la minestra | Apologia... |


Mario Luzi

Mario Luzi è nato a Castello (Firenze) nel 1914. Ha vissuto i primi tre anni a Siena assieme ai suoi genitori originari dell'Alta Maremma. Ha compiuto gli studi universitari a Firenze, laureandosi in letteratura francese. Nel '38 cominciò la sua carriera di professore, dapprima nelle scuole medie superiori, poi all'università (Urbino, e più tardi Firenze). Il 14 ottobre 2004 è stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. E' morto a Firenze il 28 febbraio 2005.
Tema dominante della poesia di Luzi è l'angosciosa contrapposizione tempo-eternità, individuo-cosmo.
Opere: Poesia: La barca (1935), Avvento notturno (1940), Un brindisi (1946), Quaderno gotico (1947), Primizie del deserto (1952), Onore del vero (1957), Il gusto della vita (1960), Nel magma (1963), Dal fondo delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della controversia (1978), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Perse e brade (1990) Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994).
Teatro in versi: Ipazia (1972), Il messaggero (1977), Rosales (1984)
Saggi: Tra i tanti si citano: L'inferno e il limbo (1949), Studio su Mallarmé (1959), L'idea simbolista (1959), Tutto in questione (1965), Vicissitudine e forma (1974), Discorso naturale (1984). Indietro

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| Donna in Pisa | Alla madre | Croce di sentieri | L'immensità dell'attimo | Non sono né carne né volo | La tua calligrafia |

Alessandro Manzoni

Scrittore e poeta, nato a Milano il 1785, ove morì nel 1873, Manzoni studiò in collegi religiosi, acquisendo un’educazione rigida e conservatrice. In seguito visse con la madre a Parigi dal 1805 al 1810, venendo a contatto con la cultura illuministica. Nel 1808 sposò Enrichetta Blondel, calvinista poi convertitasi al cattolicesimo, che lo fece riaccostare alla religione cattolica. Quando rientrò a Milano, si dedicò all’attività letteraria, componendo gli Inni sacri, le tragedie storiche Il Conte di Carmagnola e Adelchi, le odi Marzo 1821 e Il Cinque Maggio, e iniziò a scrivere il suo romanzo, intitolato Fermo e Lucia. Frequentò gli ambienti romantici milanesi, partecipò alle vicende risorgimentali, rifiutando però ogni forma di impegno pubblico. Dal 1827 al 1842 la sua maggiore attività fu quella di revisionare il romanzo, che intitolò I promessi sposi. Questo fu un periodo molto difficile per lui: gli morirono otto dei dieci figli, la moglie, la madre, e la seconda moglie. Nel 1860 fu nominato senatore del Regno d’Italia. Manzoni ebbe un profondo interesse per la storia che è alla base di tutta la sua produzione letteraria. Egli parte dalla considerazione pessimistica della presenza del male nel mondo, ma poi passa ad una concezione più ampia e serena, secondo cui la sofferenza degli umili si inserisce in un disegno provvidenziale. Anche per quanto riguarda la lingua, diede il suo contributo. Egli riteneva che fosse necessario abolire la secolare frattura tra lingua parlata e lingua scritta attraverso l’adozione del fiorentino parlato dagli uomini colti. Opere: Poesia: Inni sacri, Odi; Tragedie: Il Conte di Carmagnola, Adelchi; Romanzo: I promessi sposi; Saggi: Osservazioni sulla morale cattolica, Lettre à Monsieur Chauvet, Lettera sul Romanticismo, Del romanzo storico, Storia della colonna infame, Dell’invenzione, Dell’unità della lingua, La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859. Indietro

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| Il Cinque Maggio | Autoritratto | Indulgenza nell'amicizia | Anacreontica |


Marco Valerio Marziale

Marco Valerio Marziale (Bilbilis, Spagna 40 ca. - 104 ca. d.C.), poeta latino, è ritenuto uno dei maggiori epigrammisti del mondo antico. Intorno al 64, in cerca di fortuna, si trasferì dalla natia Spagna a Roma, dove, nonostante le amicizie influenti e il favore degli imperatori Tito e Domiziano, condusse una vita precaria e assillata dalle necessità economiche. In seguito alla pubblicazione del Liber de spectaculis, in onore dell’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio, si affermò come scrittore. Sotto l’impero di Domiziano divenne tribuno e venne ammesso al rango equestre. Egli, tuttavia, non riuscì mai a raggiungere un’agiata condizione di vita. Sotto l’imperatore Nerva, lasciò Roma per ritornare in patria (le spese del viaggio gli furono pagate da Plinio il Giovane). In Spagna, nella sua Bilbilis, si godette un podere donatogli da una ricca vedova e devota ammiratrice, Marcella. Il poeta si attendeva di trovare, al suo ritorno, il mondo e gli amici della giovinezza, ma, senza più questi, e dopo anni trascorsi nella caotica e vivace vita romana, Bilbilis e il suo meschino ambiente di provincia finirono ben presto per stancarlo. Pubblicò nel 101 il suo ultimo libro di epigrammi, ma continuò a rimpiangere Roma, fino alla morte. Marziale nei suoi Epigrammi presenta con ironia e crudezza la debolezza della natura umana, rivelando una visione cinica e sostanzialmente disperata del mondo. Opere: Liber de spectaculis, Xenia, Apophoreta (oltre 1500 epigrammi distribuiti in 12 libri pubblicati tra l’86 e il 102). Indietro

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| Un tale l’altro giorno... | Epigrammi |


Edgar Lee Masters

Poeta statunitense, nato a Garnett, Kansas, il 23 agosto 1869, morì il 15 marzo 1950 in un ospedale della Pennsylvania, in povertà e abbandonato da tutti. Visse fino ad undici anni a Petersburg, cittadina del Menard che con il suo cimitero, l’Oakland Hills, ispirò il poeta per la sua famosa ‘Anthology’. Si trasferì a Lewistown con la sua famiglia, dove visse per dieci anni. Proprio il fiume Spoon, che bagna la cittadina, e la collina sulla quale essa si distende determineranno l’ambiente geografico della ‘Spoon River Anthology’. Completò gli studi di diritto al Knox College e dopo la laurea entrò nello studio del padre per fare praticantato. Ma la passione per la letteratura lo spinse, nel 1891, a lasciare i genitori e a trasferirsi a Chicago. Qui svolse vari mestieri, dal tipografo all’esattore, finché, insieme ad un noto avvocato penalista, non decise di aprire uno studio legale. Nel 1898 uscì la sua prima raccolta di versi, ‘A book of verses’, che non riscosse molto successo. In seguito alla lettura dell’Antologia Palatina, Masters compose le poesie della ‘Spoon River Anthology’, edita nel 1915.Il successo fu tale da spingere Edgar a lasciare lo studio legale per dedicarsi esclusivamente alla letteratura. Le opere seguenti non raggiunsero la fama dell’Antologia, e il poeta cadde in miseria. Poesia: L’Antologia di Spoon River Indietro

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| Johnnie Sayre | Bert Kessler | George Gray | Dorcas Gustine | Elizabeth Childers |


Eugenio Montale

Il poeta, nato a Genova nel 1896, morì a Milano nel 1981. Trascorse l’infanzia e l’adolescenza nella città natale e a Monterosso, nelle Cinque Terre, dove la sua famiglia possedeva una casa. Nel 1917 fu chiamato alle armi e inviato al fronte in qualità di ufficiale. Terminata la guerra, entrò in contatto con gli ambienti letterari genovesi e, nel 1925, pubblicò la prima raccolta di versi: Ossi di seppia. Si trasferì nel 1929 a Firenze, dove diresse il Gabinetto scientifico letterario Vieussex fino al 1938, quando gli fu tolto l’incarico perché non era iscritto al partito fascista. Dopo la seconda guerra mondiale collaborò, a Milano, come redattore con il "Corriere della Sera", e con il "Corriere di informazione" come critico musicale. Fu nominato senatore a vita per meriti letterari, e nel 1975 ottenne il premio Nobel per la letteratura. I temi fondamentali della sua poesia sono: il "male di vivere", l’insensatezza della vita, l’impossibilità dell’uomo di sfuggire ad una esistenza disperata e angosciosa. Poesia: Ossi di seppia, Le occasioni, La bufera e altro, Satura; Prosa: Omaggio a Svevo, Farfalla di Dinard, Auto da fe’, Fuori casa, Sulla poesia. Indietro

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| Il rondone | A pianterreno | L'infilascarpe | A mia madre | I limoni | Le parole | Meriggiare pallido e assorto | Spesso il male di vivere ho incontrato | Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale | Cigola la carrucola del pozzo | Forse un mattino andando... | Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida | La casa dei doganieri | Nei miei primi anni | Hai dato il mio nome ad un albero? Non è poco | Nel fumo | <<Pregava?>> | Serenata indiana |


Marino Moretti

Poeta e narratore. Nacque a Cesenatico, in provincia di Forlì, nel 1885 dove morì nel 1979. Restò nel paese natale fino agli undici anni; finite le scuole elementari, iniziò gli studi classici a Ravenna e li interruppe a Bologna. A sedici anni frequentò a Firenze la Regia Scuola di Recitazione, dove conobbe Aldo Palazzeschi con cui strinse una profonda amicizia. Ma successivamente visse quasi sempre nella città natale, in modo appartato, lavorando assiduamente. Come giornalista collaborò per circa trent’anni al "Corriere della Sera" e a numerosi altri periodici e riviste; fu scrittore operoso in poesia e in prosa. Molte le sue opere. Poesia: Fraternità, Poesie scritte col lapis, Poesie di tutti i giorni, Diario senza la data, L’ultima estate, Tre anni e un giorno; Racconti: Il paese degli equivoci, I lestofanti; Romanzi: Il sole del sabato, L’Andreana, La vedova Fioravanti, Il fiocco verde, La camera degli sposi. Indietro

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| Chi sei, chi sono | Ancora la rima | Le prime tristezze | Elogio di una rosa | Leopardi | Non come gli altri | Valigie | Che è che vaga nell'aria? | Telefono | Il lumino verde | Rondini, o voi dove andate? | Autunno |


Arturo Onofri

Poeta, nato a Roma nel 1885, vi morì nel 1928. La sua opera fu influenzata dal simbolismo e dalle dottrine teosofiche. In un primo momento nella sua poesia predominano influssi del Crepuscolarismo, del Pascoli e del D’Annunzio; successivamente si avvicinò alle esperienze dell’Ermetismo. Fu tra i fondatori di «Lirica» (1912) e collaborò a «La Voce» fra il 1914 e il 1917. Poesia: Liriche (1907), Poemi tragici (1908), Canti delle oasi (1909), Disamore (1912), Liriche (1914), Orchestrine (1917), Arioso (1921), Le trombe d’argento (1924), Terrestrità del sole (1927), Vincere il drago! (1928), Simili a melodie rapprese in mondo (1929), Zolla ritorna cosmo (1930), Suoni del Gral (1932), Aprirsi fiore (1935). Indietro

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| Nella tua siepe c’era l’universo | Marzo, che mette nuvole a soqquadro | Interludio spasmodico |


Quinto Orazio Flacco

Poeta latino, nato nel 65 a. C. a Venosa, morì a Roma l’ 8 a.C. Figlio di un liberto, ch’era riuscito a creare un piccolo patrimonio col mestiere di esattore delle aste pubbliche, Orazio studiò nelle migliori scuole di grammatica e retorica di Roma, andando a perfezionarsi ad Atene verso i vent’anni. Nel 42 a.C. fu tra i repubblicani di Bruto nella battaglia di Filippi, dove si salvò per miracolo. Nel 41, grazie ad un’amnistia, poté tornare in Italia. Perdute le terre paterne a favore dei veterani di Ottaviano, si ridusse a svolgere il mestiere di scrivano presso un questore e iniziò a dedicarsi alle lettere. In seguito, frequentò a Napoli la scuola epicurea di Sirone in compagnia di Virgilio. Iniziata l’attività poetica con gli Epodi e le Satire, nel 39 fu presentato da Virgilio e Vario a Mecenate, che ben presto gli divenne amico e gli donò poi un podere nella Sabina. Entrato nelle grazie di Augusto per mezzo di Mecenate, rifiutò incarichi ufficiali e preferì gli ozi meditativi, dedicati alla lettura e alla poesia. Seguace della dottrina epicurea, fu il cantore dell’aurea mediocritas, delle gioie dell’amore e del vino, della vita serena, della campagna, dell’amicizia, ed esaltò Roma e la pace augustea. Opere: Epodi (17 componimenti), Satire (2 libri), Odi (4 libri), Epistole (2 libri), Carme secolare, Arte poetica. Indietro

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| Lo scocciatore |


Nino Oxilia

Commediografo e poeta, nato a Torino nel 1889, morì in combattimento sul Monte Tomba, durante la prima guerra mondiale, nel 1917. Fu famoso soprattutto per la commedia Addio giovinezza! scritta nel 1911 insieme con Sandro Camasio, con cui aveva composto anche La zingara nel 1909. Poesia: Canti brevi, Gli orti; Commedie: La zingara, Addio giovinezza! Indietro

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| Il cuore è pieno... | E tu cantavi la provincia |


Aldo Palazzeschi

Lo scrittore, pseudonimo di Aldo Giurlani, nato a Firenze nel 1885, morì a Roma nel 1974. Dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e dopo una breve esperienza teatrale a Firenze presso la Regia Scuola di Recitazione, dove conobbe Marino Moretti con cui strinse una solida amicizia, si dedicò all’attività letteraria. Compì frequenti viaggi a Parigi, dove entrò in contatto con i più grandi esponenti della cultura francese. Si affermò per la sua originalità di poeta e di narratore. Nella sua opera sono presenti il senso del grottesco, una delicata vena ironica, comprensione e pietà per l’uomo. Poesia: Poesie, Viaggio sentimentale, Cuor mio; Romanzi: Le sorelle Materassi, I fratelli Cuccoli, Roma; Novelle: Il codice di Perelà, Il palio dei buffi. Indietro

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| Chi sono? | Lasciatemi divertire | Visita di protocollo | Il pappagallo | La porta |L'indifferente | Ara Mara Amara | A palazzo Oro Ror |
| Cobò |


Giuseppe Parini

Poeta, nato nel 1729 a Bosisio, in provincia di Como, morì a Milano nel 1799. Studiò a Milano, dove fu ordinato sacerdote e lavorò come insegnante per il duca Serbelloni. Stando a contatto dei nobili, conobbe i vizi e i privilegi di quella classe sociale, che criticò nel suo capolavoro Il Giorno, un poema satirico. Dopo la pubblicazione di quest’opera, divenne direttore della “Gazzetta di Milano” e poi insegnò eloquenza e belle lettere nelle Scuole Palatine, trasformate successivamente nel Ginnasio di Brera. Partecipò al governo repubblicano, quando nel 1796 Napoleone tolse la Lombardia all’Austria; però, poco dopo, gli fu tolto l’incarico, perché rivendicava la libertà di Milano da ogni dominio straniero. Opere: Poesia: Alcune poesie di Ripano Eupilino, Il Giorno, Odi; Prosa: Dialogo sopra la nobiltà, Discorso sopra la poesia, De’ principi generali delle belle lettere applicati alle belle arti. Indietro

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| Voi che sparsi... | Ciò che, non visto, vidi | La vita rustica | Il piacere e la virtù | Molti somari ho scritto in una lista |



Giovanni Pascoli

Poeta e critico letterario, nato a San Mauro di Romagna nel 1855, morì a Bologna nel 1912. Il padre, amministratore di una tenuta agricola dei Torlonia, fu ucciso a tradimento, lasciando orfani i suoi otto figli. Pascoli aveva allora dodici anni e stava seguendo gli studi in un collegio di Urbino. Negli anni seguenti fu sconvolto da altri gravi lutti: morirono la madre e tre fratelli. Egli riuscì ad ottenere una borsa di studio all’università di Bologna dove diventò allievo di Carducci e, nel 1882, si laureò in lettere. In quel tempo aderì al movimento socialista e fu anche condannato ad alcuni mesi di carcere. Dopo aver insegnato latino e greco in diverse città italiane, nel 1906 subentrò al Carducci come professore di letteratura italiana all’università di Bologna. Nel frattempo visse nella casa di Castelvecchio di Barga in provincia di Lucca insieme con la sorella Maria. Per il Pascoli l’uomo e il mondo sono avvolti nel mistero, sono minacciati dal male, dall’ingiustizia e dalla morte; né la ragione, né la scienza sono in grado di conoscere e spiegare la realtà. Solo i poeti possono intuire il significato della vita e scorgere nel mistero del destino umano la verità che sfugge alla maggioranza degli uomini. La poesia di Pascoli è una poesia nuova che si allontana da quella romantica per aderire alla cultura del Decadentismo. Poesia: Myricae, Canti di Castelvecchio, Odi e inni, Nuovi poemetti, Poemi italici, Poemi del Risorgimento; Critica: Prose; Epistolario Indietro

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| Orfano | Fides | Sera d’ottobre | Mare | Scalpitio | Nebbia | Con gli angioli | Sorella | Anniversario | X Agosto | Il fiume | Sogno | I gattici | L'agrifoglio | Lavandare | La felicità | Romagna | Novembre | Allora | L' immortalità | L'aquilone | La baia tranquilla | La quercia caduta |



Pier Paolo Pasolini

Scrittore e regista cinematografico. Nato a Bologna nel 1922, da padre ravennate e madre friulana, visse la sua infanzia e adolescenza in varie città dell'Italia settentrionale, finché non si fermò a Casarsa, il paese della madre, restandovi fino al '49. Studiò e si laureò a Bologna, poi intraprese la carriera dell'insegnante. Trasferitosi a Roma, trascorse sulle prime una vita difficile, dedicandosi a molti lavori letterari e poi cinematografici, come sceneggiatore e regista. I suoi film sono conosciuti in tutto il mondo. Morì tragicamente ucciso nei pressi di Ostia nel 1975, in circostanze non ancora chiarite.
Della vasta opera letteraria si segnalano: Poesia: Poesie a Casarsa (1942), La meglio gioventù (1954), Le ceneri Di Gramsci (1957), L'usignolo della Chiesa Cattolica (1958), Sonetto primaverile (1960), La religione del mio tempo (1961), Poesia in forma di rosa (1964), Trasumanar e organizzar (1971) Narrativa: Ragazzi di vita (1955), Una vita violenta (1959), Amado mio - Atti impuri (1982), Petrolio (1992) Saggistica: Passione e ideologia (1960), Scritti corsari (post., 1975) Film: Accattone (1961), Mamma Roma (1962) Il Vangelo secondo Matteo (1964), Uccellacci e uccellini (1966), Edipo re (1967), Teorema (1968) Porcile (1969), Medea (1970), Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974), Salò o le centoventi giornate di Sodoma (1975) Indietro

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| Supplica a mia madre| Senza di te tornavo, come ebbro | O me giovinetto | Ciant da li ciampanis |



Sandro Penna

Il poeta, nato a Perugia il 12 giugno 1906, da una famiglia di commercianti, morì nel 1977. Si diplomò in ragioneria. Nella città natale visse fino a ventitré anni, quando venne a stabilirsi a Roma, meta di sue frequenti fughe dall’età di sedici anni. Le prime poesie che scrisse furono lette da Umberto Saba, al quale il giovane Penna le aveva inviate in visione, senza conoscerlo personalmente. Fu per l’interesse del grande poeta triestino che riuscì a pubblicare i suoi primi versi. La sua raccolta d’esordio apparve però soltanto nel 1939, con il titolo di Poesie. Successivamente la sua vita continuò a svolgersi in modo piuttosto disordinato, ma anonimo, senza trovare un lavoro stabile, tranne forse quando a Milano fu commesso di libreria. Collaborò, ma saltuariamente, a quotidiani e riviste, su cui apparvero negli anni ’40 alcune delle prose più tardi raccolte nel volume Un po’ di febbre. Il suo secondo libro di versi uscì nel 1950 con il titolo di Appunti e, nel 1957, la raccolta completa delle sue Poesie edita da Garzanti, che gli valse il Premio Viareggio. Indietro

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| Notte: sogno di sparse... | Io vivere vorrei addormentato | Le porte del mondo non sanno | Scuola | Il mare è tutto azzurro |



Francesco Petrarca

Poeta e scrittore, nato nel 1304 ad Arezzo, morì nel 1374 ad Arquà, in Veneto. Trascorse la giovinezza ad Avignone, dove il padre lavorava presso la corte pontificia, e a Bologna, dove approfondì gli studi giuridici. Dopo la morte del padre, per trovare una sistemazione economica, prese gli ordini minori. Nel 1330 si pose al seguito del cardinale Giovanni Colonna e iniziò la sua vita al servizio dei potenti: i Colonna, i Correggio, i Visconti, i Carrara, la Repubblica di Venezia. Nel 1370 si ritirò ad Arquà, dove si dedicò alla revisione delle sue opere fino alla morte. Vasta la sua produzione letteraria che comprende opere in latino ed in volgare. Opere in latino: Africa (poema), De vita solitaria (2 libri), Secretum, Epistulae; in volgare: Canzoniere (366 componimenti), Trionfi (poema). Indietro

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| Voi ch’ascoltate in rime sparse... | Chiare, fresche e dolci acque | Sennuccio, i' vo' che sappi in qual manera | Nova angeletta sovra
l'ale accorta | Solo et pensoso i più deserti campi | Erano i capei d'oro a l'aura sparsi | Pace non trovo e non ò da far guerra | Piangete,
donne, et con voi pianga Amore |


Antonia Pozzi


Poetessa. Nacque nel 1912 a Milano, dove morì suicida nel 1938. Seguì l'insegnamento di A. Banfi all'Università di Milano, dove studiò filologia moderna e accrebbe la sua passione per la filosofia, la letteratura ed il linguaggio. Fu collaboratrice di "Corrente" e di altre riviste del tempo. Poesia: Parole, La vita sognata e altre poesie inedite; Saggistica: Flaubert. La formazione letteraria. Leggi le poesie:



| Amore di lontananza | Il cielo in me | Per un cane | Il volto nuovo | Sentiero | Minacce | Venezia | La fornace | Cimitero di paese | Notturno | La vita | Altura | Pace |


Salvatore Quasimodo

Il poeta nacque a Modica in Sicilia nel 1901 e morì a Napoli nel 1968. Visse l’infanzia e l’adolescenza in varie città della Sicilia in seguito ai trasferimenti del padre, capostazione delle ferrovie di Stato. Si iscrisse alla facoltà di ingegneria a Roma, ma interruppe gli studi ed esercitò diversi mestieri in molte città italiane. A Firenze fu introdotto negli ambienti letterari dal cognato Elio Vittorini, e pubblicò la sua prima raccolta di versi Acque e terre. Si trasferì poi a Milano dove insegnò letteratura italiana al Conservatorio. Dopo la fine della seconda guerra mondiale pubblicò Con il piede straniero sopra il cuore, raccolta ispirata alla Resistenza cui seguirono altre promosse da un forte impegno civile. Nel 1959 fu insignito del premio Nobel per la letteratura. La poesia di Quasimodo rispecchia molta parte delle inquietudini, dei drammi, delle contraddizioni dell’uomo moderno. Poesia: Oboe sommerso, Erato e Apollion, Ed è subito sera, Giorno dopo giorno, La vita non è sogno, Il falso e vero verde, La terra impareggiabile; Traduzioni: Lirici greci, Omero, Carmi di Catullo, Antologia Palatina. Indietro

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| Lettera alla madre | Rifugio d’uccelli notturni | Già la pioggia è con noi | Al padre | Ride la gazza, nera sugli aranci | Vento a Tindari |
| Vicino a una torre saracena, per il fratello morto | Alle fronde dei salici | Poesia di primavera | Nel giusto tempo umano |


Giovanni Raboni

Poeta, nato a Milano nel 1932, laureato in giurisprudenza, collabora con case editrici, come consulente e traduttore, e con giornali e riviste in qualità di critico letterario e teatrale. Ha scritto su "Paragone" e "Quaderni piacentini", ha diretto "L’illustrazione italiana". La sua poesia, di registro linguistico vario, tendente alla colloquialità, trae spunto da figure e scorci della sua città natale e da richiami di carattere familiare. Punti di riferimento sono per lui i poeti lombardi (da Parini e Manzoni a Tessa, Sereni, Erba), Baudelaire (di cui ha tradotto le poesie), Eliot e Pound. E’ stato traduttore anche di Flaubert, Apollinaire e Proust. Poesia: Il catalogo è questo, L’insalubrità dell’aria, Le case della Vetra, Gesta Romanorum, Economia della paura, Cadenza d’inganno, Il più freddo anno di grazia, Nel grave sogno, A tanto caro sangue, Poesie 1953-1987, Canzonette mortali, Versi guerrieri e amorosi, Ogni terzo pensiero, Quare tristis; Saggistica: Poesia degli anni Sessanta, Poesia italiana contemporanea; Narrativa: La fossa di Cherubino. Indietro

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| Ci sono sere che vorrei guardare | Supina | Come cieco, con ansia | Nel pollaio di stracci |


Clemente Rebora

Poeta, nato a Milano nel 1885 e morto a Stresa nel 1957 dopo una dolorosa malattia, ricevette dalla famiglia un’educazione ispirata ad una concezione della vita laica e ai valori del risorgimento. Avviati gli studi di medicina a Pavìa, li interruppe e si iscrisse all’Università di Milano, laureandosi in Lettere nel 1910 e cominciò ad insegnare negli Istituti tecnici. Partecipò alla grande guerra subendo un trauma cranico in seguito allo scoppio di una granata, e per questo fu congedato. Nel dopoguerra riprese a insegnare presso istituti privati. Intanto viveva una crisi spirituale ed esistenziale che si risolse con la conversione alla religione cattolica. Entrò a Domodossola nel convento dell’ordine rosminiano e nel 1936, presi i voti, fu ordinato sacerdote. Da allora visse tra Domodossola e Stresa in vari istituti dell’ordine. Poesia: Frammenti lirici (1913); Canti anonimi (1922), Canti dell’infermità (1956). Indietro

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| Leggiadro vien nell’onda della sera | Campana di Lombardia | Certezza del vero | La mia vita, il mio canto | Dall'immagine tesa |


Rainer Maria Rilke

Poeta austriaco. Nacque a Praga nel 1875 e morì di leucemia in Svizzera, in un sanatorio presso Montreux nel 1926. Il padre era un funzionario ferroviario e la madre un’esponente dell’ambiente borghese benestante di Praga. Fu avviato alla carriera militare, ma l’abbandonò presto. Si dedicò alla carriera letteraria, sorretta dagli incoraggiamenti materni; studiò a Linz, Monaco e infine Berlino, per compiere studi di letteratura e storia dell’arte; nel frattempo scriveva racconti, novelle, ballate, drammi, saggi e recensioni. Fondamentale fu la relazione con Lou Andreas-Salomé, di una quindicina d’anni più anziana, che con il suo prestigio culturale ed intellettuale lo ispirò e guidò nella sua attività di scrittore. Spirito irrequieto, compì viaggi e soggiorni in Russia (con Lou Andreas-Salomé che gli fece conoscere Tolstoj), Francia (dove lavorò come segretario dell’artista Rodin), Italia e Svizzera, ma anche in Svezia e Danimarca. Nel 1901 si sposò con la scultrice Klara Westhoff, una delle pupille di Auguste Rodin, ma l’unione durò soltanto un anno. Spesso visse del sostegno e dell’ospitalità di amici, incontrando talora difficoltà economiche estreme. Infatti fu presso il castello di un’amica, la contessa Thurn und Taxis, a Duino, che iniziò a comporre le Elegie Duinesi. E’ considerato uno dei maggiori poeti del Novecento. Poesia: Il libro d’ore, Il libro delle immagini, Romanza d’amore e di morte dell’alfiere Cristoforo Rilke, Nuove poesie, Cinque canti, Elegie duinesi, Sonetti a Orfeo; Prosa: Quaderni di Malte Laurids Brigge, La felicità bianca, Le storie del buon Dio. Indietro

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| Risveglio del vento | Baudelaire | Requiem | Canto d'amore | Se la vostra giornata vi sembra povera | La pantera | Canto del mare | La giostra | Tardo autunno a Venezia | Viene adagio la sera |


Tiziano Rossi

Poeta, è nato a Milano nel 1935. Laureato in lettere, ha lavorato sempre nell’editoria. La critica lo considera un esponente della "linea lombarda" della poesia di secondo Novecento, caratterizzata da linguaggio colloquiale, tendente alla discorsività, e dalla capacità di cogliere i particolari delle cose con una rappresentazione puntuale degli oggetti. E’ risultato vincitore del Premio Viareggio 2000 - sezione poesia - con "Gente di corsa", tradotto e pubblicato in molti paesi stranieri. Poesie: Il cominciamondo (1964), La talpa imperfetta (1968), Dallo sdrucciolare al rialzarsi (1976), Quasi costellazione (1982), Miele e no (1988), Il movimento dell’adagio (1993), Pare che il Paradiso (1998), Gente di corsa (2000). Indietro

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| Zio | Stanza | Scoiattolo | Difesa | Gatto | Bambino O. B.|


Umberto Saba

Il poeta, nato a Trieste nel 1883 e morto a Gorizia nel 1957, ebbe un’infanzia difficile. Il padre, ariano, abbandonò la madre, ebrea, poco prima che nascesse. Cambiò poi il suo cognome Poli in Saba, che in ebraico significa "pane". Presto dovette cercarsi un lavoro, per questo non terminò gli studi. Nel 1911 si sposò con Lina, figura dominante del Canzoniere. Dopo la prima guerra mondiale, cui partecipò, acquistò una vecchia libreria che gli diede da vivere. Con la promulgazione delle leggi razziali fu costretto a nascondersi presso amici, a Firenze e a Roma. Alla fine della seconda guerra mondiale, rientrò a Trieste, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Saba canta tutti gli aspetti della vita, anche i più umili e quotidiani. Poesia: Canzoniere, Mediterranee, Uccelli-Quasi un racconto; Prosa: Scorciatoie e raccontini; Storia e cronistoria del Canzoniere; Romanzo: Ernesto (postumo). Indietro

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| Il poeta | Commiato | Paolina | Guarda là quella vezzosa | Donna | Ritratto della mia bambina | Favoletta | Goal | Skotsch-terrier | La
capra | L’ornitologo pietoso | Favoletta alla mia bambina | Così passo i miei giorni | Poesia | Sera di febbraio | La fanciulla | La mia
fanciulla | Trieste | La Malinconia | Una strana bottega d'antiquario | Notte d'estate | Fontanella | C'era | L'arboscello |



Saffo


Poetessa greca, vissuta tra il VII –VI sec. A. C., nacque nella città di Ereso intorno al 630 sulla costa occidentale dell’isola di Lesbo, ma trascorse la sua esistenza, per lungo tempo, a Mitilene, centro più importante, educando alla musica e alla danza le giovani figlie degli aristocratici. Ebbe tre fratelli e fu sposata ad un facoltoso mercante da cui ebbe una figlia, Cleis, di cui parla nella sua opera. Fu costretta all’esilio in Sicilia in seguito ai rivolgimenti politici che portarono al dominio dei tiranni. E’ stato detto che Saffo fosse giunta ad un’età avanzata; che si fosse innamorata del bellissimo Faone e, respinta dal giovane, si fosse uccisa gettandosi dalla rupe di Leucade. Ma si tratta di una leggenda: a crearla furono i comici stravolgendo il significato di accenni di Saffo a Faone (in origine un essere mitologico della cerchia di Afrodite) e alla rupe di Leucade (un luogo mitico da cui ci si gettava metaforicamente per dimenticare una pena). Saffo scrisse in dialetto eolico poesie liriche (canti d’amore, inni, poemetti mitologici, epitalami) raccolte in nove libri. Della sua opera restano un’ode intera e circa duecento frammenti. La poesia di Saffo è semplice, naturale e immediata. Indietro

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| L’amore mi sconvolse... | A me pare uguale agli Dei | Afrodite, tronoadorno, immortale | Un esercito di cavalieri, dicono alcuni |
| Notturni | Intimi contrasti |


Carl Sandburg


Poeta statunitense (1878-1967). Figlio di emigranti svedesi dovette lavorare duramente, svolgendo mestieri quali lo sguattero, il contadino, il soldato mercenario. Poi fece il propagandista politico e il giornalista. Ottenuto il successo con il primo libro di versi, Poesie di Chicago, si dedicò alla poesia ed ai suoi passatempi preferiti: raccogliere canti popolari della sua terra e scrivere la biografia di Lincoln. Sandburg è il poeta della città nell’era industriale. Poesia: Chicago Poems. Indietro

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| Nebbia |


Edoardo Sanguineti

Critico e scrittore, vivente, è nato a Genova nel 1930. Ha insegnato a Torino e per molto tempo ha vissuto a Salerno dove ha insegnato letteratura italiana contemporanea in quella università. E' ritenuto uno dei maggiori esponenti dell'avanguardia (presente nell'antologia dei Novissimi) ed esponente di punta del Gruppo '63. "Sanguineti ritrae con parole lo sconnesso paesaggio della vita" (A.Giuliani). Narrativa: Capriccio italiano, Il gioco dell'oca; Saggistica: Interpretazione di Malebolge, Tra Liberty e Crepuscolarismo, Ideologia e linguaggio, Il realismo in Dante, G. Gozzano, indagini e letture, La missione del critico; Poesia: Laborintus, Opus metricum, Triperuno, Wirrwarr, Catamerone, Segnalibro, Bisbidis, Senzatitolo, Postkarten, Stracciafoglio. Poesie 1977-1979. Indietro



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| Imitazione da Catullo | Anima mundi | Quartina | Cadeau (per Carol) | Questo è il cuore dei monti | siamo tutti politici (e animali): |


Camillo Sbarbaro

Fu poeta e narratore. Nacque a Santa Margherita ligure nel 1888 e morì a Savona nel 1967. Visse nella sua terra natale, la Liguria, a Savona e a Genova, dove lavorò come impiegato presso industrie siderurgiche fino alla fine della prima guerra mondiale. Dopo la guerra insegnò privatamente greco, si dedicò allo studio dei licheni , di cui fu specialista di fama internazionale, e svolse l’attività di traduttore. Nel 1951 si trasferì a Spotorno, dove concluse la sua vita. La prima raccolta di poesie, Resine (1911), fu pubblicata grazie all’aiuto dei suoi compagni di liceo. Poesia: Resine, Pianissimo; Prosa: Trucioli, Liquidazione, Fuochi fatui, Scampoli; Traduzioni: classici greci ed autori francesi. Indietro

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| Io che come un sonnambulo cammino | Padre, se anche tu non fossi il mio... | A volte sulla sponda della vita | Al tempo |



Vittorio Sereni

Poeta, nato a Luino (Varese) nel 1913 e morto a Milano nel 1983, fece i primi studi nella città natale e in seguito a Brescia. Poi passò a Milano dove si laureò in lettere e collaborò con varie riviste letterarie. Durante la seconda guerra mondiale, cui partecipò, cadde prigioniero degli Alleati e fu internato in un campo di prigionia in Algeria. Finita la guerra, riprese l’attività, lavorando a Milano in qualità di direttore letterario della casa editrice Arnoldo Mondadori. Poesia: Frontiera (1941), Diario d’Algeria (1947), Gli strumenti umani (1965) Indietro

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| In me il tuo ricordo | I versi | Quei bambini che giocano | Terrazza |



Leonardo Sinisgalli

Poeta e scrittore, Sinisgalli nacque a Montemurro, in provincia di Potenza, nel 1908 e morì a Roma d’ infarto nel 1981. Terzo di una numerosa prole, visse nel paese un’ infanzia felice e spensierata . Nel 1918 partì per studiare alla volta del Collegio Salesiano di Caserta, poi a quello di Benevento. Visti gli eccellenti voti conseguiti in matematica e in disegno (10), e in altre materie, si iscrisse a Roma presso la facoltà di Matematica, ma , ultimato il biennio, passò ad Ingegneria. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica ed industriale, e l’esame di stato sostenuto, per l’abilitazione alla professione, a Padova nel ’32, si trasferì a Milano. Determinante fu l’incontro con Ungaretti, poeta già famoso, che all’inizio del ’34, parlò entusiasticamente di lui. Continuò a lavorare a Milano intensificando la sua attività di pubblicista su riviste d’architettura e d’arredamento, interessandosi d’arte, d’allestimenti, di grafica. Partecipò alla seconda guerra mondiale con il grado d’ufficiale. Nel 1948 fu assunto dalla Pirelli come Art director, dieci anni dopo dall’Agip. Poesia: 18 poesie, Poesie, Campi elisi, Nuovi Campi elisi, L’età della luna, Il passero e il lebbroso. Indietro

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| A mio padre | Eri dritta e felice | Poesia per una cicala | Lapide | Mi ricorderò di questo autunno | Tu andavi e venivi | Uno spicchio
di pera | Post scriptum | La vigna vecchia | La voce del cacciatore | Canto di una fanciulla in attesa delle nozze |


Gaspara Stampa

Poetessa, di nobile famiglia milanese, nacque a Padova nel 1523 e morì a Venezia nel 1554, dopo quindici giorni di febbre. Dopo la morte del padre nel 1531, si trasferì a Venezia con la madre, il fratello Baldassarre e la sorella Cassandra. Nella città lagunare partecipò alla vita colta e mondana come ricercata cantante e insieme come cortigiana d'alto rango. Dal 1548 al 1551 ebbe una relazione d'amore non facile e tormentata con il giovane conte Collaltino di Collalto, per il quale compose i versi del Canzoniere, una specie di diario lirico in cui si alternano gioie ed angosce. Poco dopo la sua morte, la sorella fece pubblicare le sue poesie con il titolo di Rime. Indietro

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| Piangete, donne... | Voi che novellamente, donne, entrate | Se d'arder e d'amar io non mi stanco | A Mirtilla |


Rabindranath Tagore

Poeta, drammaturgo, musicista, naturalista e filosofo indiano nacque nel 1861 e morì nel 1941. Di nobile famiglia studiò per tre anni in Inghilterra. Dopo aver sofferto dolorose esperienze familiari, quali la perdita della moglie e di due figli, nel 1901 creò presso Bolpur una scuola in cui gli alunni vivevano liberamente a contatto della natura, e le lezioni consistevano in conversazioni all’aperto. Intanto pubblicava volumi con saggi di natura filosofico-religiosa e le sue poesie, tradotte da lui in inglese, gli diedero fama anche in Europa. Nel 1913 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. La sua produzione in bengali e in inglese è vastissima. Qui si citano: Poesia: Canti del mattino e canti della sera, Offerta di canti: Gitanjali, Il giardiniere, La luna crescente; Scritti filosofici: Sadhana, La realizzazione del fine supremo; Romanzi: La casa e il mondo; Autobiografia: Ricordi di vita; Drammi: Citra, L’ufficio postale, Il re della camera oscura, Oleandri rossi. Indietro

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| Non abbandonarti | Donna, non sei soltanto l'opera di Dio | Dono | Il sonno che aleggia | Mi hai fatto senza fine | Ma è il mio cuore amore mio | Hai colorato i miei pensieri | Non celare il segreto del tuo cuore | Il giorno in cui | Se tu non parli | Il dono dell'amante | Il principio | Nubi su nubi si addensano | La Nube mi disse... | Attraversando il fiume|



Iginio Ugo Tarchetti

Lo scrittore nacque a San Salvatore Monferrato(Alessandria) nel 1841. Compì gli studi a Casale e a Valenza ed intraprese la carriera militare, che abbandonò nel 1865 per motivi di salute e si stabilì a Milano. Divenne ben presto uno degli esponenti più tipici della Scapigliatura milanese, collaborando con numerosi giornali e scrivendo racconti, romanzi e versi. Morì di tisi nel 1869.
Poesia: Disiecta (postumo), Racconti: Racconti fantastici, Amore nell'arte; Romanzi: Paolina, Una nobile follia, Fosca (postumo) Indietro
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| Memento | Non cantar le canzoni del passato | Angeli e farfalle |



Torquato Tasso

Poeta, nacque nel 1544 a Sorrento, dove il padre Bernardo, letterato d'origine bergamasca, era al servizio di Ferrante Sanseverino, principe di Salerno. Abbandonò presto gli studi di diritto dedicandosi a quelli letterari e nel 1562 compose un poema cavalleresco intitolato "Rinaldo". Dal 1565 al 1575 fu a Ferrara, al servizio del cardinale Luigi d'Este e poi del duca Alfonso II. Qui scrisse le sue opere maggiori. Ma cadde in una profonda crisi, perché molti dubbi sugli aspetti morali e religiosi della "Gerusalemme liberata" lo resero irrequieto, diffidente di tutto e di tutti. Scappò da Ferrara, girovagando per varie città italiane, finché, tornato dagli Estensi, fu rinchiuso, quando cominciò a dare segni di squilibrio mentale, per sette anni nell'ospedale psichiatrico di S. Anna. Liberato nel 1586 visse anni infelici, peregrinando per tutta l'Italia. Morì nel 1595 a Roma, dove si era recato per essere incoronato poeta. Poesia: Rinaldo, Aminta, Gerusalemme liberata, Gerusalemme conquistata (rifacimento della "Liberata"), Re Torrismondo (Tragedia), Monte Oliveto (poemetto sacro, in ottave, incompiuto), Le sette giornate del mondo creato (poemetto in versi sciolti), Le rime. Prosa: Epistolario, Apologia, I discorsi dell'arte poetica, I discorsi del poema eroico, Dialoghi (26). Indietro


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| Donna gentil, mentr'io vi miro e canto... | La morte di Clorinda |



Trilussa

Poeta in dialetto romanesco, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, nacque nel 1871 a Roma, dove morì nel 1950. Nei suoi volumi commentò con arguzia e bonaria ironia vicende e costumi della vita romana e italiana. La raccolta delle sue Poesie (postumo, 1951) comprende i libri precedenti: Ommini e bestie, Le storie, Lupi e agnelli, La gente, Libro n. 9, Le cento favole, Giove e le bestie. Indietro

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| La politica | L'agnello infurbito | Questione di razza | La maschera | Quella vecchietta ceca, che incontrai | All'ombra |



Giuseppe Ungaretti

Il poeta, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888 e morto a Milano nel 1970, trascorse l’infanzia e l’adolescenza in Egitto. Nel 1912 si trasferì a Parigi, dove frequentò personaggi notevoli della cultura francese ed anche scrittori italiani come Aldo Palazzeschi e Ardengo Soffici. Tornato in Italia, partecipò come volontario alla prima guerra mondiale e combatté come soldato semplice di fanteria sul Carso. Successivamente si stabilì a Roma, e nel 1936 accettò di insegnare letteratura italiana all’università di San Paolo in Brasile. Qui la sua vita fu sconvolta dalla morte del figlioletto Antonello, di soli nove anni. Ritornato in Italia, insegnò letteratura italiana moderna e contemporanea all’università di Roma. Poesia: Vita d’un uomo (edizione definitiva che raccoglie tutte le sue poesie e traduzioni di poeti francesi, inglesi e spagnoli). Indietro

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| Italia | Giorno per giorno | Se tu mio fratello | La madre | Natale | C’era una volta | Silenzio | Universo | Canto beduino | Mattina | Sonnolenza | Sono una creatura | I fiumi | San Martino del Carso | Eterno | Canto primo | Allegria di naufragi | Variazioni sul tema della rosa | Prato | Sereno |



Giacomo Zanella

Poeta, nato a Chiampo (Vicenza) nel 1820, morì a Cavazzale (Vicenza) nel 1888. Compì gli studi nel seminario arcivescovile e fu ordinato sacerdote nel 1843. Di idee liberali e patriota per alcuni anni gli fu impedito dal governo austriaco di insegnare. Dopo la terza guerra di indipendenza, divenne professore di letteratura italiana presso l’università di Padova. Poesia: Versi. Indietro

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| Sopra una conchiglia fossile, vv 1-7 | Egoismo e carità | A un ruscello |