Indice degli autori
Rafael Alberti
Poeta spagnolo, nacque a Puerto de Santa Maria (Cadice), ove morì nel
1998. Seguì la famiglia a Madrid, dedicandosi alla pittura e poi alla
poesia. Dal 1931 si diede alla politica e dal 1936 al 1939 partecipò
alla guerra civile nelle file repubblicane. Con l’instaurazione della
dittatura di Franco venne l’esilio: visse in Francia, in Messico, in
Argentina e a Roma. Alla caduta del franchismo, potè tornare in Spagna,
dove rimase fino alla morte. Principali raccolte di poesie: Marinaio a
terra, Sugli angeli, Il poeta nella strada, Poemi scenici, Gli otto nomi
di Picasso. Indietro
Leggi le poesie:
| Han sradicato un albero | I bimbi di Estremadura | Amaranta | Secondo
ricordo |
Alceo
Poeta greco, vissuto tra la fine del VII sec. e la prima metà del VI
sec. a.C., nacque a Mitilene nell’isola di Lesbo. Contemporaneo di Saffo
e con lei esponente della poesia lirica scritta in dialetto eolico,
compose inni agli dei, canti rivoluzionari o di lotta politica, odi per
banchetti, versi d’amore. Appartenente al partito aristocratico, lottò
contro i tiranni e fu costretto all’esilio. Della sua opera, che
comprendeva dieci libri, restano circa 150 frammenti. Indietro
Leggi le poesie:
| Ci siamo buttati in un letargo... |
Alcmane
Poeta lirico greco che nacque, secondo gli antichi, a Sardi, in Lidia,
verso la fine del VII secolo a.C., ma visse a Sparta. E’ forse una
leggenda che fosse di origine servile, schiavo liberato per il suo
talento poetico. Fu maestro di cori femminili, famoso per i suoi parteni;
è ritenuto il più antico autore di lirica corale. La sua poesia è
caratterizzata da una squisita sensibilità nei confronti della natura e
della bellezza femminile. Della sua produzione, sei libri di lirica,
restano oltre cento frammenti. Indietro
Leggi le poesie:
| Dormono le cime dei monti | Il cerilo |
Vittorio Alfieri
Scrittore e poeta tragico italiano, nato ad Asti nel 1749, morì a
Firenze nel 1803. Di famiglia nobile, orfano di padre, entrò nel 1758
nell'Accademia militare di Torino, dove rimase sino al 1766. Di
carattere inquieto e ribelle, viaggiò poi per tutta Europa. Stabilitosi,
infine, a Torino nel 1772, insoddisfatto della vita fino ad allora
condotta, decise di impegnarsi seriamente nell'attività di scrittore e
nel 1775 fece rappresentare con successo la sua prima tragedia,
Cleopatra. Per approfondire lo studio dell'italiano si trasferì a
Firenze, ove nel 1777 conobbe Luisa Stolberg, contessa d'Albany, che
sarà sua compagna per la vita. Alla fine del 1786, andò a vivere con la
sua donna a Parigi, rimanendovi fino al 1792. Ritornato a Firenze, vi
trascorse gli ultimi anni della sua vita. E' sepolto in Santa Croce.
Opere: 23 Tragedie scritte in endecasillabi e tutte incentrate su figure
eroiche: Antonio e Cleopatra, Filippo, Polinice, Antigone, Agamennone,
Oreste, Don Garzia, Virginia, Maria Stuarda, Ottavia, La Congiura de'
Pazzi, Rosmunda, Timoleone, Merope, Saul (capolavoro), Agide, Sofonisba,
Mirra, Abele, Bruto I, Bruto II, Alceste prima, Alceste seconda.
Commedie: L'uno, I pochi, I troppi, L'antidoto (La cosiddetta Tetralogia
politica), Il divorzio, La finestrina. Poesia: Satire (17), Rime (351
componimenti), L'Etruria vendicata (poemetto). Opere politiche: Della
tirannide, Del principe e delle lettere (Trattati), Della virtù
sconosciuta (dialogo). Opere varie: Il Misogallo (un insieme di 110 tra
epigrammi e sonetti e 5 prose), Vita (Vita di Vittorio Alfieri da Asti
scritta da esso). Indietro
Leggi le poesie:
| Sublime specchio di veraci detti... | Solo, fra i mesti miei pensieri,
in riva | S'io t'amo? oh, donna! |
Dante Alighieri
Scrittore e poeta, nato a Firenze da una famiglia di piccola nobiltà nel
1265, morto a Ravenna nel 1321, visse nella sua città fino ai 35 anni.
Allievo di Brunetto Latini, strinse amicizia con i poeti stilnovisti. Si
innamorò giovanissimo di Beatrice Portinari, che ispirò tutta la sua
opera poetica. A lei dedicò la Vita nuova (1292-93). Nel 1295 Dante
sposò Gemma Donati da cui ebbe tre figli. Nello stesso periodo
partecipava attivamente alla vita politica del Comune di Firenze,
rivestendo cariche importanti nel Governo della città. Nel 1301, mentre
era ambasciatore presso il papa Bonifacio VIII, i Guelfi neri,
favorevoli al Papa, presero il potere a Firenze e bandirono dalla città
i Guelfi bianchi, favorevoli all’Imperatore. Dante, che era un guelfo
bianco, fu condannato e costretto all’esilio. Dal 1302 al 1321 visse da
esule presso le corti dei Signori in Veneto, Toscana, Romagna, svolgendo
missioni diplomatiche, ma soprattutto impegnandosi nel comporre la
Divina Commedia, il poema che lo ha reso famoso. Altre opere in volgare
furono le Rime e il Convivio, mentre in latino scrisse il De vulgari
eloquentia, Monarchia, 13 Epistole, 2 Egloghe, Quaestio de aqua et
terra. Indietro
Leggi le poesie:
| Tanto gentile e tanto onesta pare | Guido, i’ vorrei che tu... |
Cerbero, fiera crudele e diversa... | Deh, Violetta, che in ombra
d'Amore | Un dì si venne a me Malinconia | Com più vi fere amor | Amor,
che movi tua vertù | La selva dei suicidi | Salita alla prima cornice |
Profezia di Carlo Martello e... | Guido da Montefeltro | Bocca degli
Abati | Conversione di Stazio | Dante dubita | Dante sogna Lia e Rachele
|
Cecco Angiolieri
Poeta. Nacque circa il 1260 a Siena, ove morì verso il 1313. Condusse
una vita sregolata, gravata dai debiti (tant’è che i figli rinunciarono
all’eredità); ebbe una corrispondenza poetica con Dante e in alcune
poesie lo prese in giro e polemizzò con lui. Nel suo canzoniere,
comprendente 150 sonetti, egli è il protagonista sempre in primo piano,
e canta i temi della taverna, del gioco dei dadi e della donna, che è la
parodia e la dissacrazione di quella idealizzata dagli stilnovisti..
Rielaborò i temi goliardici medievali, divenendo l’ esponente per
eccellenza della poesia realistico - giocosa. Opera: Canzoniere Indietro
Leggi le poesie:
| S’i’ fosse foco | Io son sì altamente innamorato | I' ho sì gran paura
di fallare |
Guillaume Apollinaire
Guillaume Apollinaire (pseudonimo di Guillaume de Kostrowitsky) nacque a
Roma nel 1880 da un'aristocratica polacca, Angelica de Kostrowitsky, e
da padre italiano, forse un ufficiale borbonico.
Legato ai più importanti movimenti d'avanguardia della sua epoca, fu il
teorico del cubismo e contribuì ad orientare verso il simbolismo la
poesia surrealista. Dopo aver girovagato a lungo per l'Europa, nel 1913
si trasferì definitivamente a Parigi, dove morì nel 1918, colpito dalla
febbre spagnola. Indietro
Leggi le poesie:
| Il pavone | Le campane | Autunno |
Archiloco
Poeta greco, vissuto nel VII secolo a. C., nacque a Paro nelle Cicladi.
Era di famiglia nobile, sua madre forse era una sacerdotessa. Fu soldato
e poeta e, secondo la tradizione, morì combattendo. Di temperamento
esuberante e passionale, fu il poeta dell’amore e dell’odio. Per lui
l’amore è tormento e sofferenza, oscuramento dei sensi e della mente e
l’odio per le offese ricevute si manifesta con ingiurie e maledizioni.
Nelle sue opere, inoltre, espresse il suo impegno civico, le passioni e
le delusioni della sua anima irrequieta. La sua fama resta legata
all’uso del giambo, cioè ad un tipo di poesia fortemente polemica ed
aggressiva. Di lui restano circa 140 frammenti. Indietro
Leggi le poesie:
| Non dire più nessuna cosa al mondo | Cuore, mio cuore | Non v'è cosa |
I tesori di Gige... |
Ludovico Ariosto
Poeta, nato nel 1474 a Reggio Emilia, morì nel 1533 a Ferrara, ove visse
presso la corte elegante e raffinata degli Estensi. Il padre, che
ricopriva importanti incarichi amministrativi per il duca d’Este, lo
avviò agli studi giuridici, ma Ludovico, appassionato per la poesia,
ottenne il permesso di dedicarsi alla letteratura. Però la morte
improvvisa del padre, nel 1500, lo costrinse ad interrompere gli studi
umanistici per occuparsi della sua numerosa famiglia (era il primo di
dieci figli). Nel 1504 entrò al servizio del cardinale Ippolito d’Este,
fratello del duca di Ferrara, Alfonso. Intanto cominciava a comporre il
suo poema cavalleresco, l’ Orlando Furioso, che pubblicò la prima volta
nel 1516. L’anno seguente rifiutò di seguire il cardinale Ippolito in
Ungheria e fu licenziato; passò al servizio del duca Alfonso che lo
nominò governatore della Garfagnana. Nel 1525 rientrò a Ferrara, dove
visse fino alla morte in una sua casa insieme con Alessandra Benucci, la
donna da lui amata. Opere: Poesia: Orlando Furioso, Satire; Commedie:
Cassaria, Supposti, Negromante, Lena, Studenti (incompiuta). Indietro
Leggi le poesie:
| Su la riviera Ferraù trovosse... | La bella donna mia d'un sì bel
fuoco | Amor, io non potrei |
Charles Baudelaire
Poeta francese. Nacque nel 1821 a Parigi dove morì nel 1867. La sua
fanciullezza fu segnata dalla morte del padre avvenuta nel 1827 e dal
fatto che la madre si risposò l’anno seguente. Il secondo matrimonio
della madre provocò in Baudelaire un trauma e un senso di carenza
affettiva dei quali porterà le conseguenze per tutta la vita. Condusse
una vita inquieta e sregolata, sperperando il patrimonio paterno e
facendo uso anche di droghe e alcol. Negli ultimi anni della sua vita,
dopo essere stato interdetto dalla famiglia, tentò più volte il suicidio.
La sua opera più famosa, la raccolta di poesia I fiori del male, alla
prima edizione nel 1857 fu condannata e sequestrata dalle autorità
giudiziarie, perché ritenuta offensiva per la morale; oggi è considerata
uno dei capolavori della poesia moderna. Scrisse anche Poemetti in prosa,
I paradisi artificiali e Diari intimi (pubblicati postumi nel 1909).
Indietro
Leggi le poesie:
| L’albatro | Il gatto | Élevation | De profundis clamavi | Franciscae
meae laudes | A una passante | La Beatrice | Il crepuscolo della sera |
L'uomo e il mare | La pipa | Tristezza della Luna | Conversazione | Il
serpente che danza | Corrispondenze | Confessione |XCIX | Il Sole |
Giuseppe Gioacchino Belli
Poeta in dialetto romanesco, nato a Roma nel 1791, vi morì nel 1863.
Ebbe un’infanzia difficile: a undici anni perse il padre, a sedici la
madre; per questo dovette interrompere gli studi e vivere svolgendo vari
impieghi pubblici. Intorno ai vent’anni cominciò a comporre poesie in
lingua, di gusto tra l’arcadico e il barocco. Nel 1816 sposò una ricca
vedova che gli permise di vivere con tranquillità e di compiere numerosi
viaggi. Dal 1830 circa iniziò a scrivere i 2279 sonetti in dialetto
romanesco, che in vita non pubblicò mai, ma che leggeva agli amici. Dopo
la morte della moglie, trovò un’occupazione come impiegato e negli
ultimi anni (traumatica fu per lui l’esperienza della repubblica romana)
divenne un reazionario; nel 1852 fu perfino nominato "censore della
morale politica" e lui proibì le opere di Rossini, di Verdi e i drammi
di Shakespeare. Rappresentò con ironia e sarcasmo la vita e i costumi
del popolo romano del suo tempo. Poesia: Sonetti; Opere minori: Poesie
(in lingua), Traduzioni, Zibaldone, Epistolario. Indietro
Leggi le poesie:
| Li soprani der monno vecchio | Er caffettiere filosofo | La notte de
Pasqua Befania |
Attilio Bertolucci
Poeta, nato a San Lazzaro, in provincia di Parma, nel 1911, è morto a
Roma nel 2000. Abbandonati gli studi giuridici, passò alla facoltà di
Lettere all’Università di Bologna, dove frequentò le lezioni di Roberto
Longhi, storico e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere, insegnò per
molti anni storia dell’arte a Parma. Trasferitosi a Roma nel 1951,
collaborò alla radio e alla televisione, al cinema, e si dedicò al
giornalismo: infatti egli scrisse a lungo per "Il Giorno" e diresse "Nuovi
argomenti" dopo la morte di Pier Paolo Pasolini. Notevole, fra le sue
attività, quella di traduttore: ha tradotto Balzac, Baudelaire,
Wordsworth, D.H. Lawrence, Hemingway. Opere: Sirio (1929), Fuochi di
Novembre (1934), La capanna indiana (1951), In un tempo incerto (1955),
Viaggio d’inverno (1971), La camera da letto (1984 e ‘88). Indietro
Leggi le poesie:
| Alla madre | Vento | Per B... | Solitudine | Al fratello | Ricordo di
fanciullezza | A Ninetta | Il poeta e la sua città | Vennero i freddi |
Vittorio Betteloni
Nacque a Verona nel 1840. Figlio di Cesare Betteloni, poeta morto
suicida, fu affidato alle cure del poeta Aleardo Aleardi, amico di
famiglia. Si laureò in legge a Pisa, visse quasi sempre a Verona, dove
insegnò letteratura italiana. Morì nella frazione veronese di
Castelrotto nel 1910.
Le sue maggiori raccolte di versi sono: In primavera (1869), Nuovi versi
(1880)con una prefazione di Giosuè Carducci, suo amico, Crisantemi
(1903). Indietro
Leggi le poesie:
| Però, se appena appena |
Arrigo Boito
Scrittore italiano, musicista e librettista nacque a Padova nel 1842 e
morì a Milano nel 1918. Studiò violino, pianoforte e composizione nel
Conservatorio di Milano. Nel 1861 si recò a Parigi, grazie a una borsa
di studio, e vi conobbe Auber, Berlioz, Rossini e Verdi. Viaggiò in
diversi Paesi europei come Francia, Belgio, Germania, Inghilterra e
Polonia, infine si stabilì definitivamente a Milano, dove si inserì
attivamente nell’ambiente della scapigliatura, introdottovi dal fratello
Camillo, e ne divenne uno dei maggiori esponenti. Opere: Poesia: Re Orso,
Libro dei versi; Racconti: L’alfier nero; Libretti: Otello, Falstaff
(per Verdi), La falce (per Catalani), La Gioconda (per Ponchielli),
Amleto (per Faccio); Commedia: Le madri galanti (scritta insieme con
Emilio Praga); Opere liriche: Mefistofele, Nerone. Indietro
Leggi le poesie:
| Ecco il mondo | Dualismo |
Dino Campana
Il poeta nacque a Marradi (Faenza) nel 1885 e morì nel 1932
nell’ospedale psichiatrico di Castel Pulci presso Firenze. Compiuti gli
studi medi a Faenza e a Torino, si iscrisse alla Facoltà di chimica
all’università di Bologna nel 1903. L’anno successivo passò
all’università di Firenze e poi nuovamente a Bologna, senza portare a
termine gli studi. In questo periodo diede i primi segni di squilibrio
mentale. Cominciò la sua vita vagabonda, viaggiando in Svizzera e in
Francia. Al rientro in Italia fu rinchiuso per qualche tempo nel
manicomio di Imola. Tornò a iscriversi all’università, ma poi partì per
un viaggio in Argentina e Uruguay. Nel 1909 fu internato nel manicomio
di Firenze, e poi, durante un successivo viaggio in Belgio, in quello di
Tournay. Rimpatriato, risiedette a Marradi. Viaggiò molto in Italia e fu
varie volte arrestato e rinviato alla cittadina natale. Scoppiata la
guerra, si presentò come volontario, ma venne riformato. Dopo una
relazione con Sibilla Aleramo, fu nuovamente arrestato più volte per
vagabondaggio e squilibrio mentale, finché nel 1918 fu internato nel
manicomio di Castel Pulci, dove rimase fino alla morte. Poesia: Canti
orfici (1914). Indietro
Leggi le poesie:
| Tre giovani fiorentine camminano | Donna genovese | La petite
promenade du poète | Barche amorrate | Bastimento in viaggio | O poesia
poesia poesia | Notturno teppista |
Giorgio Caproni
Poeta italiano. Nato a Livorno nel 1912, visse a Genova dal 1922 e poi
dal 1939 a Roma, dove morì nel 1990. Dopo aver esercitato vari mestieri,
si dedicò all’insegnamento come maestro elementare. Oltre a collaborare
con giornali e riviste, svolse anche notevole attività di traduttore dal
francese e dallo spagnolo. La sua poesia esprime un attaccamento
sofferto alla realtà quotidiana (a luoghi e a persone amate), mescolando
lingua popolare e lingua colta. Tra le principali raccolte di versi si
possono citare: Il passaggio d’Enea, Il seme del piangere, Il muro della
terra, L’ultimo borgo, Il labirinto. Indietro
Leggi le poesie:
| L’uscita mattutina | Per lei | Atque in perpetuum, frater... |
Preghiera | Congedo del viaggiatore cerimonioso | Veneziana | Litania |
A mio padre | A Rina | Ricordo | III Epilogo |
Vincenzo Cardarelli
Poeta e scrittore, pseudonimo di Nazareno Caldarelli, nato a Tarquinia
nel 1887, morì a Roma nel 1959. Si trasferì a Roma nel 1906 dove svolse
vari ed umili mestieri, fino a quando intraprese la carriera di
giornalista. Collaboratore di riviste letterarie, fu nel 1919 tra i
fondatori della "Ronda", della quale assunse poi la direzione. Dopo la
seconda guerra mondiale fu nominato direttore della "Fiera letteraria".
Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma, vivendo da solo. Esordì
come poeta nel 1916 con il libro dei Prologhi, a cui seguirono altre
raccolte di poesie come Poesie del 1936 e del 1958. Per quanto riguarda
la prosa, si segnala Solitario in Arcadia. Indietro
Leggi le poesie:
|Incontro in circolare | Passaggio notturno | Abbandono | Nostalgia |
Gabbiani | Sopra una tomba | Autunno | Distacco | Homo sum | Settembre a
Venezia | Genitori | Idillio | Santi del mio paese | Febbraio | Liguria
| Sardegna | Alla morte |
Giosuè Carducci
Poeta e critico letterario. Nato a Val di Castello nel 1835 e morto a
Bologna nel 1907, trascorse la sua fanciullezza in Maremma, a seguito
del padre che era medico, poi nel 1849 la famiglia si trasferì a
Firenze. Qui iniziò gli studi che completò laureandosi, a ventuno anni,
in filosofia e filologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegnò
subito dopo nel ginnasio di San Miniato al Tedesco. In quegli anni,
suicidatosi il fratello Dante e morto il padre, Carducci decise di
prender moglie: ebbe tre figlie e un figlio, Dante, che morì in tenera
età. Nel 1860, a 25 anni!, fu nominato professore di letteratura
italiana all’università di Bologna, dove insegnò fino al 1904. Nel 1906
gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, primo tra gli
scrittori italiani. Fu contrario al languido e sentimentale Romanticismo
del secondo Ottocento, ma in realtà ne fu il continuatore nella sua
tendenza realistica, ricca di motivi naturalistici e di liriche della
memoria, dedicate agli affetti familiari ed ai ricordi dell’infanzia.
Mentre era ancora in vita fu considerato il maggior poeta italiano, il "vate"
della Nazione. Le opere di Carducci sono state pubblicate in trenta
volumi, a cui vanno aggiunti i ventuno volumi dell’epistolario. Poesia:
Juvenilia, Levia gravia, Giambi ed epodi, Rime nuove, Odi barbare, Rime
e ritmi; Prosa: Confessioni e battaglie, Epistolario; Critica: Saggi su
Dante, Commenti al Poliziano ed al Petrarca, Parini minore e Parini
maggiore. Indietro
Leggi le poesie:
| Congedo | Pianto antico | Funere mersit acerbo | Traversando la
Maremma toscana | Il sonetto | Alla signorina Maria A. | Colloqui con
gli alberi | San Martino | Il bove | Nostalgia | Nevicata | Davanti San
Guido | Qui regna amore | Tedio invernale | A un asino | Presso una
certosa | Momento epico |
Gaio Valerio Catullo
Poeta lirico latino, Catullo, vissuto nel I sec. a.C., nacque a Verona e
morì trentenne a Roma. E’ uno dei maggiori poeti latini. La tematica
predominante della sua ispirazione, accanto a quella del dolore e
dell’infedeltà degli amici, è l’amore per Lesbia: il poeta ne cantò le
vicissitudini con versi dettati da intenso sentimento e passione. Il
libro delle sue poesie contiene 116 componimenti di metro e di
estensione vari, divisi in nugae (1-60: carmi brevi e leggeri, in cui il
poeta narra la storia del suo amore), carmina docta (61-68: carmi più
estesi ed eruditi, per cui Catullo ebbe l’appellativo di "doctus"),
elegie (69-116: carmi brevi ed epigrammi). Indietro
Leggi le poesie:
| Odio e amo | Mi prometti, vita mia, che questo nostro amore... | Dopo
aver traversato terre e mari... | E voi piangete, Veneri ed Amori | Se
il bene compiuto | Paene insularum, Sirmio, insularumque | Vorrei potere
anch'io |
Giovanni Alfredo Cesareo
Poeta e storico della letteratura italiana, nato a Messina nel 1861 e
morto a Palermo nel 1937, è noto per i suoi saggi di critica e per le
sue poesie, riconducibili per la tematica al movimento letterario del
verismo. Fu anche professore universitario a Palermo e senatore. Poesia:
Le occidentali, Gl’Inni, Le consolatrici, I canti di Pan, I poemi
dell’ombra; Saggi critici: Nuove ricerche su la vita e le opere di G.
Leopardi, La poesia siciliana sotto gli Svevi, La vita e l’arte di G.
Meli, La poesia di Giovanni Pascoli, Gaspara Stampa, Teatro mediterraneo,
Storia delle teorie estetiche in Italia. Traduzioni: L’avaro (Molière)
Indietro
Leggi le poesie:
| Campane a sera | Parte il treno |
Gabriele D’Annunzio
Poeta, romanziere, drammaturgo, giornalista, nato a Pescara nel 1863 e
morto a Gardone Riviera nel 1938, fu uno tra i maggiori protagonisti
della vita letteraria italiana di fine Ottocento e dei primi decenni del
Novecento. Fu anche il più importante esponente del Decadentismo
italiano, affascinato dalle idee di Nietzsche da cui ricavò il mito del
superuomo. A Roma, dove si trasferì da Pescara nel 1881 per frequentare
all’università la facoltà di Lettere, seguì la corrente del Decadentismo
che accese in lui l’amore per il linguaggio raffinato e musicale e
l’ideale di una vita eroica. Nel 1915 si schierò con gli interventisti e
prese parte alla prima guerra mondiale, compiendo imprese audaci e
clamorose come la beffa di Buccari e il volo su Vienna. Nel 1919 occupò
con i suoi legionari la città di Fiume, rivendicandola come appartenente
all’Italia. Dal 1922 fino alla morte si ritirò in una villa presso
Gardone, il Vittoriale, che egli trasformò in un mausoleo pieno di
cimeli della sua vita "inimitabile". Moltissime le opere: Poesia: Primo
vere, Canto novo, Poema paradisiaco, Laudi (quattro libri); Racconti: Le
novelle della Pescara; Romanzi: Il piacere, L’innocente, Il trionfo
della morte, Il fuoco, Forse che sì forse che no; Tragedie: La città
morta, Francesca da Rimini, La figlia di Iorio, La fiaccola sotto il
moggio, La nave, Fedra; Prose autobiografiche: La Leda senza cigno,
Notturno, Le faville del maglio; Epistolario: Solus ad solam (postumo).
Indietro
Leggi le poesie:
| A l’abruzzese de Melane | I pastori | O falce di luna calante |
Carnevale vecchio e pazzo | La pioggia nel pineto | Guarda il cielo di
Settembre | I Re Magi | Il peplo rupestre | Tu, madre, che da i tristi
occhi preganti | Un ricordo | La sabbia del tempo | Baccha |
Edmondo De Amicis
Scrittore italiano, nato a Oneglia, oggi Imperia, il 1846, morì a
Bordighera il 1908. Intraprese la carriera militare e partecipò alla
Terza Guerra d'Indipendenza Italiana del 1866. Successivamente si dedicò
al giornalismo e svolse attività di saggista e narratore. Nei suoi
scritti, per lo più educativi, scorre una vena di garbato
sentimentalismo, in linea con il clima moralistico del secondo Ottocento.
De Amicis fu soprattutto un prosatore. I suoi versi manifestano aspetti
che saranno di lì a poco caratteristici dei poeti crepuscolari. Opere:
Prosa: La vita militare, Il romanzo d'un maestro, Spagna, Marocco,
Olanda, Costantinopoli, Sull'oceano, L'idioma gentile, Ritratti
letterari, Gli amici, Cuore, Primo maggio, La carrozza di tutti; Poesia:
Poesie. Indietro
Leggi le poesie:
| Se fossi pittore |
Libero De Libero
Nato a Fondi (Latina) nel 1906, si laureò in legge a Roma, dove visse e
morì nel 1981. Oltre che poeta, rappresentante dell'ermetismo, è stato
critico e insegnante di storia dell'arte, autore di romanzi e racconti.
Opere: Poesia: Solstizio, Proverbi, Testa, Eclisse, Epigrammi, Il libro
del forestiero, Banchetto, Settembre tedesco, Ascolta la Ciociaria, Sono
uno di voi, Romanzo, Madrigali, Di brace in brace, Scempio e lusinga,
Circostanze; Narrativa: Malumore, Amore e morte, Camera oscura, Il
guanto nero, Racconti alla finestra; Saggistica: Roma. Indietro
Leggi le poesie:
| Ora è un tempo...|
Lorenzo de’ Medici, il Magnifico
Politico e letterato, nonché protettore di artisti, filosofi e poeti,
nacque nel 1449 a Firenze, ove morì nel 1492. Figlio di Piero de’ Medici
e Lucrezia Tornabuoni, seguì gli insegnamenti di umanisti come Marsilio
Ficino, l’Argiropulo e Cristoforo Landino. Fu amico di Luigi Pulci. Amò
e cantò Lucrezia Donati, anche se si sposò con Clarice Orsini nel 1469.
Nello stesso anno, morto il padre, assunse il governo della città,
consolidando la signoria con modifiche costituzionali. In virtù di
un’abilissima politica estera fece di Firenze il punto di equilibrio per
la stabilità degli stati italiani, divenendo l’ago della bilancia
politica d’Italia, propiziando con la sua straordinaria accortezza
diplomatica un periodo di pace a tutta l’Italia. Molte le sue opere:
Poesia: Rime, Canzoni a ballo, Canti carnascialeschi, Laudi, La Nencia
da Barberino, Uccellagione, Simposio, Capitoli, Selve d’amore, Amori di
Venere e Marte, Corinto; Prosa: Novelle, Comento ad alcuni sonetti
d’amore, Altercazione. Indietro
Leggi le poesie:
| Cerchi chi vuol le pompe e gli alti onori | Il trionfo di Bacco e
Arianna | Io piansi un tempo, come volle Amore |
Emily Elizabeth Dickinson
Poetessa statunitense, nacque nel 1830 ad Amherst (Massachussetts),
piccolo centro di religione e cultura puritana; vi trascorse tutta la
vita e vi morì nel 1886. Secondogenita di tre figli, di costituzione
gracile, spesso malata, visse in quasi totale solitudine con rare
amicizie, soprattutto epistolari, esprimendo nella poesia la sua intensa
vita spirituale: i suoi sentimenti, la contemplazione della natura, la
meditazione sui grandi temi biblici. Dopo la sua morte, la sorella
Vinnie scoprì i versi nascosti e li fece pubblicare, ma soltanto nel
1955 si ebbe l’edizione completa delle 1775 poesie, di cui sette
pubblicate in vita, con il titolo di Poems (Poesie). Importante il suo
epistolario, pubblicato nel 1924. Indietro
Leggi le poesie:
| Solitudine | L’ estate è finita | Se più non fossi viva | Notti
selvagge - notti selvagge! | Una parola muore | Una sorella | L'anima si
sceglie il proprio compagno | Fra le mie dita tenevo un gioiello |
Quant'è felice il sassolino | Molta follia è saggezza divina | Non posso
essere sola | Una sensazione solenne sentire | Io so bene che dentro la
mia stanza | Fammi un quadro del sole | Sono cortesie minuscole | Quando
Lui glielo chiese - si alzò | Il passato | L' altro giorno -ho perso |
La mia ruota è nel buio! | La fama è un'ape | Il paradiso non è più
lontano | Fra le mie dita tenevo un gioiello | Non c'è nessun vascello
che, come un libro | Per un istante d'estasi |
Un sepalo, un petalo e una spina | Che sia l'amore tutto ciò che esiste
| Soltanto nella perdita | Per fare una prateria... | Tiene il ragno |
Quanto solitario deve sentirsi il vento di notte | Poeta |
Zenone Drisoli
Autore che, nel suo sito "Scuola di matti", racconta con ironia e
sarcasmo, per lo più con testi in rima, la vita di una scuola media nei
suoi vari aspetti: comportamento e caratteristiche di insegnanti e
alunni, riunioni collegiali, rapporti sociali e sindacali, fatti
consueti ed inconsueti. Indietro
Leggi le poesie:
| Psycocanto | Se no | Vedi la pagina personale |
Farfa
Farfa, pseudonimo di Vittorio Tommasini, nacque a Trieste nel 1881, e
morì a San Remo nel 1964. Partecipò al movimento futurista come pittore
e come poeta (Amava firmarsi "Farfa il futurista"). Poesia: Noi
miliardario della fantasia, Poema del candore negro, Marconia. Indietro
Leggi le poesie:
| Ehi dico | Se in me | Le rondini | Dalla superba | Gigi |
Ugo Foscolo
Scrittore italiano, nato nell’isola greca di Zante nel 1778 e morto nei
pressi di Londra nel 1827, è uno dei più grandi poeti italiani. Ebbe una
vita molto movimentata e contrassegnata da forti passioni, impegno
politico e civile. Di padre veneziano e di madre greca, dopo la morte
del genitore, nel 1792 andò a vivere a Venezia , dove aderì alle idee
libertarie e repubblicane che circolavano dopo la rivoluzione francese e
pubblicò le sue prime opere. Dopo il Trattato di Campoformido (1797),
per non rimanere sotto il dominio austriaco, lasciò Venezia e si
trasferì in varie città, tra cui Milano e Firenze. Nel 1808 ottenne
presso l’Università di Pavia la cattedra d’eloquenza, che fu soppressa
poco tempo dopo. Nel 1814, caduto Napoleone e tornato il Lombardo
-Veneto sotto l’egemonia degli Austriaci, rifiutò le offerte del governo
asburgico e si recò esule prima in Svizzera e poi a Londra. Qui condusse
una vita disagiata, sia per le difficoltà economiche, sia per la
precaria salute. E difatti una grave malattia lo portò alla morte. Le
sue ceneri riposano a Firenze nella chiesa di Santa Croce dal 1871. Il
Foscolo di temperamento per eccellenza romantico nelle sue opere
assoggettò il tumulto interiore a una misura di armonia classica. Molto
varia la sua attività perché fu poeta, tragediografo, prosatore, critico
letterario. Poesia: Dei Sepolcri, Sonetti, Odi, Le Grazie (incompiuto);
Tragedie: Tieste, Aiace, Ricciarda; Prosa: Ultime lettere di Jacopo
Ortis (romanzo epistolare), Notizie intorno a Didimo Chierico, Orazioni,
Epistolario (1794 - 1827), Lettere scritte dall’Inghilterra; Critica:
Saggi sul Petrarca, Discorso sul testo della Divina Commedia, Discorso
storico sul testo del Decamerone, Della nuova scuola drammatica in
Italia. Indietro
Leggi le poesie:
| In morte del fratello Giovanni | Alla Sera | Contro Vincenzo Monti |
Il proprio ritratto | Il Piacere | Di se stesso | A Zacinto |
Federico García Lorca
Poeta e drammaturgo spagnolo; nacque nel 1898 e morì nel 1936. Dopo aver
studiato legge a Granada, si laureò a Madrid in Lettere e filosofia.
Nella capitale si dedicò anche alla pittura e alla musica e pubblicò le
sue prime opere. All’inizio della guerra civile in Spagna fu arrestato
per la sua attività antifascista e fucilato dai militari del dittatore
Franco. Ebbe un temperamento passionale, proprio della sua terra
d’origine, l’Andalusia, che ispirò la sua produzione poetica: Libro di
poesie, Canzoni, Primo romanzero gitano, Poema del canto profondo,
Compianto per Ignazio Sanchez Mejias, e drammatica: Il malefizio della
farfalla, Mariana Pineda, La calzolaia ammirevole, Teatrino di don
Cristobal, Nozze di sangue, Yerma, Donna Rosita nubile, La casa di
Bernarda Alba. Indietro
Leggi le poesie:
| La lucertola vecchia | Potessero le mie mani sfogliare | Gli incontri
di una lumaca avventurosa | Cicala! | Le sei corde | Notte dell' amore
insonne | È vero | Il poeta chiede al suo amore di scrivergli |
Desiderio | Anima assente | Corpo presente | Gazzella dell'Amore
imprevisto | Un paesino di sogno | Il caprone | Sera | La banderuola
caduta |
Alfonso Gatto
Poeta italiano. Nato a Salerno nel 1909, morì presso Orbetello per un
incidente stradale nel 1976. Frequentò l’università di Napoli, ma non si
laureò. Svolse diversi mestieri come commesso in una libreria,
istitutore in un collegio, giornalista, insegnante. Fu fondatore e
direttore con Vasco Pratolini della rivista "Campo di Marte". Dal 1943
fece parte della Resistenza e dopo la guerra divenne inviato speciale
dell’Unità. Negli ultimi anni della vita si dedicò alla critica d’arte e
alla pittura. Poesia: Isola, Morto ai paesi, Il capo sulla neve, La
forza degli occhi, Osteria flegrea, La storia delle vittime, Lapide1975
e altre cose, Desinenze. Indietro
Leggi le poesie:
| Consiglio | A mio padre | La partita di calcio | Il bambino di gomma |
Poesia d'amore | Canto alle rondini | Paesetto di Riviera |
Giuseppe Giusti
Poeta, nato a Monsummano nel 1809, morì a Firenze di tisi nel 1850.
Studiò legge a Pisa, dove frequentò i patrioti di tendenze repubblicane;
quando venne a contatto con gli scrittori manzoniani, seguì le idee
moderate. Contribuì con le sue poesie satiriche a diffondere lo spirito
patriottico e liberale. Opere: Poesia: Versi editi e inediti (1852,
postumo); Prosa: Cronaca dei fatti di Toscana, Raccolta di proverbi
toscani, Epistolario. Indietro
Leggi le poesie:
| La chiocciola | Il deputato | Per me tanto ho deciso | I trentacinque
anni |
Johann Wolfgang Goethe
Poeta, romanziere, drammaturgo e scienziato tedesco, nato a Francoforte
nel 1749 e morto a Weimar nel 1832, fu uno dei più grandi poeti del
Romanticismo tedesco. Dopo aver esercitato per qualche tempo
l’avvocatura, entrò a far parte della corte del Granduca di Weimar
(1775). Qui trascorse un periodo sereno, trovò l’amore in Charlotte von
Stein, l’amicizia con Schiller ed Herder. Fece due viaggi in Italia
(1786 e 1790) che lo accostarono alla classicità greca e latina. Dopo la
morte di Schiller (1805), il poeta, mentre in Europa la sua fama
cresceva di anno in anno, si sentì sempre più isolato in patria, e
sempre più si interessava alla cultura inglese, francese ed italiana.
Trascorse l’ultimo periodo della sua vita, dedicandosi alla cultura
letteraria europea e lavorando alla stesura del Faust, il suo capolavoro.
Le sue opere sono moltissime, tra le tante si possono citare: Poesia:
Ciclo del viandante, Elegie romane, Epigrammi veneziani, Divano
occidentale-orientale; romanzi: I dolori del giovane Werther (epistolare),
Wilhelm Meister (due parti), Le affinità elettive; drammi: Ifigenia in
Tauride, Egmont, Torquato Tasso, Faust; scritti autobiografici: Dalla
mia vita. Poesia e verità, Viaggio in Italia; studi scientifici: Teoria
dei colori, Metamorfosi delle piante. Indietro
Leggi le poesie:
| Innamorato | Presenza | Mignon | Ah, come rimani in me | A un cuore
d'oro che portava al collo |
Corrado Govoni
Poeta, nato a Tàmara (Ferrara) nel 1884, morì ad Anzio nel 1965.
Trascorse gli anni della fanciullezza nella tenuta del padre. Non studiò
regolarmente; infatti abbandonò la scuola molto presto. Svolse vari
mestieri prima di trasferirsi a Roma, dove si stabilì e dove collaborò
con giornali e riviste. Perdette il figlio, Aladino, ucciso dai nazisti
nel 1943, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Aperto alle novità, nella
sua poesia convergono tematiche del Simbolismo, del Crepuscolarismo (fu
caro amico di Sergio Corazzini) e specialmente del Futurismo; sperimentò,
infatti, nuovi modi di fare poesia, come la "poesia visiva". La sua
poesia, densa di colori, immagini ed effetti sonori è incentrata sulla
nostalgia della campagna, il rimpianto della giovinezza, la coscienza
della vita come dolore. Opere: Poesia: Le fiale, Armonia in grigio et in
silenzio, Fuochi d’artifizio, Aborti, Poesie elettriche, Inaugurazione
della primavera, Il quaderno dei sogni e delle stelle, Flauto magico,
Canzoni a bocca chiusa, Aladino, Preghiera al trifoglio, Manoscritto
nella bottiglia, Stradario della primavera, Ronda di notte (postumo);
Narrativa: La strada dell’acqua, Misirizzi, I racconti delle ghiandaie.
Indietro
Leggi le poesie:
| Bellezze | Questo ispido villoso calabrone | La trombettina | Lo
scricciolo | Villa chiusa | I tetti | Il giardino | Acquazzone |
Guido Gozzano
Poeta italiano. Nacque a Torino nel 1883, dove visse quasi sempre e dove
morì nel 1916. Malato di tubercolosi, si recò per frequenti soggiorni ad
Agliè, nel Canavese, dove possedeva la villa "Il Meleto". Tra il
dicembre del 1912 e il febbraio del 1913 compì un viaggio in India e a
Ceylon, scrivendo una serie di articoli, pubblicati dal quotidiano "La
Stampa", con la speranza di poter guarire. Ma il male non gli diede
scampo. La sua poesia è di tono crepuscolare; egli descrive un mondo
provinciale ed autobiografico con la nostalgia di un grande amore mai
vissuto e sempre sognato. Poesia: La via del rifugio, I colloqui, Le
farfalle, Poesie sparse; Prosa: Verso la cuna del mondo, Novelle e fiabe.
Indietro
Leggi le poesie:
| Nonno, l’argento della tua canizie... | La morte del cardellino |
L'immagine di me voglio che sia | L'onesto rifiuto | Un rimorso |
| Cocotte | Speranza |
Giacomo Leopardi
Il poeta, nato a Recanati nel 1798 e morto a Napoli nel 1837, è stato
uno dei più grandi poeti italiani. Dotato di ingegno precoce e di
delicata sensibilità, incompreso dai familiari, crebbe in un ambiente
chiuso e retrivo. Ricevette la prima educazione dal padre e da
istitutori ecclesiastici; ma si acquistò poi, grazie alla biblioteca
paterna, una vasta cultura con uno "studio matto e disperatissimo", che
gli rovinò la salute. In breve tempo acquisì una profonda conoscenza del
latino, del greco, dell’ebraico e di alcune lingue moderne, tanto che a
soli quindici anni scrisse una Storia dell’astronomia e a diciassette il
Saggio sopra gli errori popolari degli antichi. Nel 1819 cercò di
andarsene da Recanati senza riuscirci; quindi scoprì dolorosamente "la
vanità di tutte le cose", il "solido nulla". Tra il 1819 e il 1821
compose i primi idilli. Nel 1822 poté lasciare Recanati e trasferirsi a
Roma, ma per lui fu una delusione e presto tornò al paese natio. Ripartì
nel 1825, stabilendosi a Milano, Bologna, Firenze, Pisa. Nel 1828,
rimasto privo di mezzi, dovette rientrare a Recanati, dove compose i
grandi idilli. Tornato a Firenze nel 1830, grazie all’aiuto economico di
alcuni amici toscani, conobbe Antonio Ranieri, che lo convinse a
trasferirsi a Napoli con lui. Qui concluse la sua vita. Per il poeta gli
uomini vivono in una condizione di infelicità e di dolore. In un primo
momento egli ritiene che siano gli uomini responsabili dell’infelicità
umana, perché si sono allontanati dalla Natura, vista come forza
benevola e materna; in un secondo momento pensa che il male
dell’Universo debba essere attribuito alla stessa Natura, indifferente e
matrigna, identificabile con la crudeltà del destino. Opere: Poesia: I
Canti; Prosa: Operette morali, Pensieri, Zibaldone, Epistolario;
Traduzioni: Idilli di Mosco ed opere di altri autori. Indietro
Leggi le poesie:
| L’infinito | Le ricordanze, vv 1-24 | A Silvia | Ultimo canto di Saffo
| A se stesso | Il primo amore | La ginestra | Alla luna | All'Italia |
| A morte la minestra | Apologia... |
Mario Luzi
Mario Luzi è nato a Castello (Firenze) nel 1914. Ha vissuto i primi tre
anni a Siena assieme ai suoi genitori originari dell'Alta Maremma. Ha
compiuto gli studi universitari a Firenze, laureandosi in letteratura
francese. Nel '38 cominciò la sua carriera di professore, dapprima nelle
scuole medie superiori, poi all'università (Urbino, e più tardi
Firenze). Il 14 ottobre 2004 è stato nominato senatore a vita dal
presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. E' morto a
Firenze il 28 febbraio 2005.
Tema dominante della poesia di Luzi è l'angosciosa contrapposizione
tempo-eternità, individuo-cosmo.
Opere: Poesia: La barca (1935), Avvento notturno (1940), Un brindisi
(1946), Quaderno gotico (1947), Primizie del deserto (1952), Onore del
vero (1957), Il gusto della vita (1960), Nel magma (1963), Dal fondo
delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della
controversia (1978), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi
e incisi di un canto salutare (1990), Perse e brade (1990) Viaggio
terrestre e celeste di Simone Martini (1994).
Teatro in versi: Ipazia (1972), Il messaggero (1977), Rosales (1984)
Saggi: Tra i tanti si citano: L'inferno e il limbo (1949), Studio su
Mallarmé (1959), L'idea simbolista (1959), Tutto in questione (1965),
Vicissitudine e forma (1974), Discorso naturale (1984). Indietro
Leggi le poesie:
| Donna in Pisa | Alla madre | Croce di sentieri | L'immensità
dell'attimo | Non sono né carne né volo | La tua calligrafia |
Alessandro Manzoni
Scrittore e poeta, nato a Milano il 1785, ove morì nel 1873, Manzoni
studiò in collegi religiosi, acquisendo un’educazione rigida e
conservatrice. In seguito visse con la madre a Parigi dal 1805 al 1810,
venendo a contatto con la cultura illuministica. Nel 1808 sposò
Enrichetta Blondel, calvinista poi convertitasi al cattolicesimo, che lo
fece riaccostare alla religione cattolica. Quando rientrò a Milano, si
dedicò all’attività letteraria, componendo gli Inni sacri, le tragedie
storiche Il Conte di Carmagnola e Adelchi, le odi Marzo 1821 e Il Cinque
Maggio, e iniziò a scrivere il suo romanzo, intitolato Fermo e Lucia.
Frequentò gli ambienti romantici milanesi, partecipò alle vicende
risorgimentali, rifiutando però ogni forma di impegno pubblico. Dal 1827
al 1842 la sua maggiore attività fu quella di revisionare il romanzo,
che intitolò I promessi sposi. Questo fu un periodo molto difficile per
lui: gli morirono otto dei dieci figli, la moglie, la madre, e la
seconda moglie. Nel 1860 fu nominato senatore del Regno d’Italia.
Manzoni ebbe un profondo interesse per la storia che è alla base di
tutta la sua produzione letteraria. Egli parte dalla considerazione
pessimistica della presenza del male nel mondo, ma poi passa ad una
concezione più ampia e serena, secondo cui la sofferenza degli umili si
inserisce in un disegno provvidenziale. Anche per quanto riguarda la
lingua, diede il suo contributo. Egli riteneva che fosse necessario
abolire la secolare frattura tra lingua parlata e lingua scritta
attraverso l’adozione del fiorentino parlato dagli uomini colti. Opere:
Poesia: Inni sacri, Odi; Tragedie: Il Conte di Carmagnola, Adelchi;
Romanzo: I promessi sposi; Saggi: Osservazioni sulla morale cattolica,
Lettre à Monsieur Chauvet, Lettera sul Romanticismo, Del romanzo storico,
Storia della colonna infame, Dell’invenzione, Dell’unità della lingua,
La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859.
Indietro
Leggi le poesie:
| Il Cinque Maggio | Autoritratto | Indulgenza nell'amicizia |
Anacreontica |
Marco Valerio
Marziale
Marco Valerio Marziale (Bilbilis, Spagna 40 ca. - 104 ca. d.C.), poeta
latino, è ritenuto uno dei maggiori epigrammisti del mondo antico.
Intorno al 64, in cerca di fortuna, si trasferì dalla natia Spagna a
Roma, dove, nonostante le amicizie influenti e il favore degli
imperatori Tito e Domiziano, condusse una vita precaria e assillata
dalle necessità economiche. In seguito alla pubblicazione del Liber de
spectaculis, in onore dell’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio, si
affermò come scrittore. Sotto l’impero di Domiziano divenne tribuno e
venne ammesso al rango equestre. Egli, tuttavia, non riuscì mai a
raggiungere un’agiata condizione di vita. Sotto l’imperatore Nerva,
lasciò Roma per ritornare in patria (le spese del viaggio gli furono
pagate da Plinio il Giovane). In Spagna, nella sua Bilbilis, si godette
un podere donatogli da una ricca vedova e devota ammiratrice, Marcella.
Il poeta si attendeva di trovare, al suo ritorno, il mondo e gli amici
della giovinezza, ma, senza più questi, e dopo anni trascorsi nella
caotica e vivace vita romana, Bilbilis e il suo meschino ambiente di
provincia finirono ben presto per stancarlo. Pubblicò nel 101 il suo
ultimo libro di epigrammi, ma continuò a rimpiangere Roma, fino alla
morte. Marziale nei suoi Epigrammi presenta con ironia e crudezza la
debolezza della natura umana, rivelando una visione cinica e
sostanzialmente disperata del mondo. Opere: Liber de spectaculis, Xenia,
Apophoreta (oltre 1500 epigrammi distribuiti in 12 libri pubblicati tra
l’86 e il 102). Indietro
Leggi le poesie:
| Un tale l’altro giorno... | Epigrammi |
Edgar Lee Masters
Poeta statunitense, nato a Garnett, Kansas, il 23 agosto 1869, morì il
15 marzo 1950 in un ospedale della Pennsylvania, in povertà e
abbandonato da tutti. Visse fino ad undici anni a Petersburg, cittadina
del Menard che con il suo cimitero, l’Oakland Hills, ispirò il poeta per
la sua famosa ‘Anthology’. Si trasferì a Lewistown con la sua famiglia,
dove visse per dieci anni. Proprio il fiume Spoon, che bagna la
cittadina, e la collina sulla quale essa si distende determineranno
l’ambiente geografico della ‘Spoon River Anthology’. Completò gli studi
di diritto al Knox College e dopo la laurea entrò nello studio del padre
per fare praticantato. Ma la passione per la letteratura lo spinse, nel
1891, a lasciare i genitori e a trasferirsi a Chicago. Qui svolse vari
mestieri, dal tipografo all’esattore, finché, insieme ad un noto
avvocato penalista, non decise di aprire uno studio legale. Nel 1898
uscì la sua prima raccolta di versi, ‘A book of verses’, che non
riscosse molto successo. In seguito alla lettura dell’Antologia Palatina,
Masters compose le poesie della ‘Spoon River Anthology’, edita nel
1915.Il successo fu tale da spingere Edgar a lasciare lo studio legale
per dedicarsi esclusivamente alla letteratura. Le opere seguenti non
raggiunsero la fama dell’Antologia, e il poeta cadde in miseria. Poesia:
L’Antologia di Spoon River Indietro
Leggi le poesie:
| Johnnie Sayre | Bert Kessler | George Gray | Dorcas Gustine |
Elizabeth Childers |
Eugenio Montale
Il poeta, nato a Genova nel 1896, morì a Milano nel 1981. Trascorse
l’infanzia e l’adolescenza nella città natale e a Monterosso, nelle
Cinque Terre, dove la sua famiglia possedeva una casa. Nel 1917 fu
chiamato alle armi e inviato al fronte in qualità di ufficiale.
Terminata la guerra, entrò in contatto con gli ambienti letterari
genovesi e, nel 1925, pubblicò la prima raccolta di versi: Ossi di
seppia. Si trasferì nel 1929 a Firenze, dove diresse il Gabinetto
scientifico letterario Vieussex fino al 1938, quando gli fu tolto
l’incarico perché non era iscritto al partito fascista. Dopo la seconda
guerra mondiale collaborò, a Milano, come redattore con il "Corriere
della Sera", e con il "Corriere di informazione" come critico musicale.
Fu nominato senatore a vita per meriti letterari, e nel 1975 ottenne il
premio Nobel per la letteratura. I temi fondamentali della sua poesia
sono: il "male di vivere", l’insensatezza della vita, l’impossibilità
dell’uomo di sfuggire ad una esistenza disperata e angosciosa. Poesia:
Ossi di seppia, Le occasioni, La bufera e altro, Satura; Prosa: Omaggio
a Svevo, Farfalla di Dinard, Auto da fe’, Fuori casa, Sulla poesia.
Indietro
Leggi le poesie:
| Il rondone | A pianterreno | L'infilascarpe | A mia madre | I limoni |
Le parole | Meriggiare pallido e assorto | Spesso il male di vivere ho
incontrato | Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale |
Cigola la carrucola del pozzo | Forse un mattino andando... | Ripenso il
tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida | La casa dei doganieri | Nei
miei primi anni | Hai dato il mio nome ad un albero? Non è poco | Nel
fumo | <<Pregava?>> | Serenata indiana |
Marino Moretti
Poeta e narratore. Nacque a Cesenatico, in provincia di Forlì, nel 1885
dove morì nel 1979. Restò nel paese natale fino agli undici anni; finite
le scuole elementari, iniziò gli studi classici a Ravenna e li
interruppe a Bologna. A sedici anni frequentò a Firenze la Regia Scuola
di Recitazione, dove conobbe Aldo Palazzeschi con cui strinse una
profonda amicizia. Ma successivamente visse quasi sempre nella città
natale, in modo appartato, lavorando assiduamente. Come giornalista
collaborò per circa trent’anni al "Corriere della Sera" e a numerosi
altri periodici e riviste; fu scrittore operoso in poesia e in prosa.
Molte le sue opere. Poesia: Fraternità, Poesie scritte col lapis, Poesie
di tutti i giorni, Diario senza la data, L’ultima estate, Tre anni e un
giorno; Racconti: Il paese degli equivoci, I lestofanti; Romanzi: Il
sole del sabato, L’Andreana, La vedova Fioravanti, Il fiocco verde, La
camera degli sposi. Indietro
Leggi le poesie:
| Chi sei, chi sono | Ancora la rima | Le prime tristezze | Elogio di
una rosa | Leopardi | Non come gli altri | Valigie | Che è che vaga
nell'aria? | Telefono | Il lumino verde | Rondini, o voi dove andate? |
Autunno |
Arturo Onofri
Poeta, nato a Roma nel 1885, vi morì nel 1928. La sua opera fu
influenzata dal simbolismo e dalle dottrine teosofiche. In un primo
momento nella sua poesia predominano influssi del Crepuscolarismo, del
Pascoli e del D’Annunzio; successivamente si avvicinò alle esperienze
dell’Ermetismo. Fu tra i fondatori di «Lirica» (1912) e collaborò a «La
Voce» fra il 1914 e il 1917. Poesia: Liriche (1907), Poemi tragici
(1908), Canti delle oasi (1909), Disamore (1912), Liriche (1914),
Orchestrine (1917), Arioso (1921), Le trombe d’argento (1924),
Terrestrità del sole (1927), Vincere il drago! (1928), Simili a melodie
rapprese in mondo (1929), Zolla ritorna cosmo (1930), Suoni del Gral
(1932), Aprirsi fiore (1935). Indietro
Leggi le poesie:
| Nella tua siepe c’era l’universo | Marzo, che mette nuvole a soqquadro
| Interludio spasmodico |
Quinto Orazio
Flacco
Poeta latino, nato nel 65 a. C. a Venosa, morì a Roma l’ 8 a.C. Figlio
di un liberto, ch’era riuscito a creare un piccolo patrimonio col
mestiere di esattore delle aste pubbliche, Orazio studiò nelle migliori
scuole di grammatica e retorica di Roma, andando a perfezionarsi ad
Atene verso i vent’anni. Nel 42 a.C. fu tra i repubblicani di Bruto
nella battaglia di Filippi, dove si salvò per miracolo. Nel 41, grazie
ad un’amnistia, poté tornare in Italia. Perdute le terre paterne a
favore dei veterani di Ottaviano, si ridusse a svolgere il mestiere di
scrivano presso un questore e iniziò a dedicarsi alle lettere. In
seguito, frequentò a Napoli la scuola epicurea di Sirone in compagnia di
Virgilio. Iniziata l’attività poetica con gli Epodi e le Satire, nel 39
fu presentato da Virgilio e Vario a Mecenate, che ben presto gli divenne
amico e gli donò poi un podere nella Sabina. Entrato nelle grazie di
Augusto per mezzo di Mecenate, rifiutò incarichi ufficiali e preferì gli
ozi meditativi, dedicati alla lettura e alla poesia. Seguace della
dottrina epicurea, fu il cantore dell’aurea mediocritas, delle gioie
dell’amore e del vino, della vita serena, della campagna, dell’amicizia,
ed esaltò Roma e la pace augustea. Opere: Epodi (17 componimenti),
Satire (2 libri), Odi (4 libri), Epistole (2 libri), Carme secolare,
Arte poetica. Indietro
Leggi le poesie:
| Lo scocciatore |
Nino Oxilia
Commediografo e poeta, nato a Torino nel 1889, morì in combattimento sul
Monte Tomba, durante la prima guerra mondiale, nel 1917. Fu famoso
soprattutto per la commedia Addio giovinezza! scritta nel 1911 insieme
con Sandro Camasio, con cui aveva composto anche La zingara nel 1909.
Poesia: Canti brevi, Gli orti; Commedie: La zingara, Addio giovinezza!
Indietro
Leggi le poesie:
| Il cuore è pieno... | E tu cantavi la provincia |
Aldo Palazzeschi
Lo scrittore, pseudonimo di Aldo Giurlani, nato a Firenze nel 1885, morì
a Roma nel 1974. Dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e dopo
una breve esperienza teatrale a Firenze presso la Regia Scuola di
Recitazione, dove conobbe Marino Moretti con cui strinse una solida
amicizia, si dedicò all’attività letteraria. Compì frequenti viaggi a
Parigi, dove entrò in contatto con i più grandi esponenti della cultura
francese. Si affermò per la sua originalità di poeta e di narratore.
Nella sua opera sono presenti il senso del grottesco, una delicata vena
ironica, comprensione e pietà per l’uomo. Poesia: Poesie, Viaggio
sentimentale, Cuor mio; Romanzi: Le sorelle Materassi, I fratelli
Cuccoli, Roma; Novelle: Il codice di Perelà, Il palio dei buffi.
Indietro
Leggi le poesie:
| Chi sono? | Lasciatemi divertire | Visita di protocollo | Il
pappagallo | La porta |L'indifferente | Ara Mara Amara | A palazzo Oro
Ror |
| Cobò |
Giuseppe Parini
Poeta, nato nel 1729 a Bosisio, in provincia di Como, morì a Milano nel
1799. Studiò a Milano, dove fu ordinato sacerdote e lavorò come
insegnante per il duca Serbelloni. Stando a contatto dei nobili, conobbe
i vizi e i privilegi di quella classe sociale, che criticò nel suo
capolavoro Il Giorno, un poema satirico. Dopo la pubblicazione di
quest’opera, divenne direttore della “Gazzetta di Milano” e poi insegnò
eloquenza e belle lettere nelle Scuole Palatine, trasformate
successivamente nel Ginnasio di Brera. Partecipò al governo repubblicano,
quando nel 1796 Napoleone tolse la Lombardia all’Austria; però, poco
dopo, gli fu tolto l’incarico, perché rivendicava la libertà di Milano
da ogni dominio straniero. Opere: Poesia: Alcune poesie di Ripano
Eupilino, Il Giorno, Odi; Prosa: Dialogo sopra la nobiltà, Discorso
sopra la poesia, De’ principi generali delle belle lettere applicati
alle belle arti. Indietro
Leggi le poesie:
| Voi che sparsi... | Ciò che, non visto, vidi | La vita rustica | Il
piacere e la virtù | Molti somari ho scritto in una lista |
Giovanni Pascoli
Poeta e critico letterario, nato a San Mauro di Romagna nel 1855, morì a
Bologna nel 1912. Il padre, amministratore di una tenuta agricola dei
Torlonia, fu ucciso a tradimento, lasciando orfani i suoi otto figli.
Pascoli aveva allora dodici anni e stava seguendo gli studi in un
collegio di Urbino. Negli anni seguenti fu sconvolto da altri gravi
lutti: morirono la madre e tre fratelli. Egli riuscì ad ottenere una
borsa di studio all’università di Bologna dove diventò allievo di
Carducci e, nel 1882, si laureò in lettere. In quel tempo aderì al
movimento socialista e fu anche condannato ad alcuni mesi di carcere.
Dopo aver insegnato latino e greco in diverse città italiane, nel 1906
subentrò al Carducci come professore di letteratura italiana
all’università di Bologna. Nel frattempo visse nella casa di
Castelvecchio di Barga in provincia di Lucca insieme con la sorella
Maria. Per il Pascoli l’uomo e il mondo sono avvolti nel mistero, sono
minacciati dal male, dall’ingiustizia e dalla morte; né la ragione, né
la scienza sono in grado di conoscere e spiegare la realtà. Solo i poeti
possono intuire il significato della vita e scorgere nel mistero del
destino umano la verità che sfugge alla maggioranza degli uomini. La
poesia di Pascoli è una poesia nuova che si allontana da quella
romantica per aderire alla cultura del Decadentismo. Poesia: Myricae,
Canti di Castelvecchio, Odi e inni, Nuovi poemetti, Poemi italici, Poemi
del Risorgimento; Critica: Prose; Epistolario Indietro
Leggi le poesie:
| Orfano | Fides | Sera d’ottobre | Mare | Scalpitio | Nebbia | Con gli
angioli | Sorella | Anniversario | X Agosto | Il fiume | Sogno | I
gattici | L'agrifoglio | Lavandare | La felicità | Romagna | Novembre |
Allora | L' immortalità | L'aquilone | La baia tranquilla | La quercia
caduta |
Pier Paolo Pasolini
Scrittore e regista cinematografico. Nato a Bologna nel 1922, da padre
ravennate e madre friulana, visse la sua infanzia e adolescenza in varie
città dell'Italia settentrionale, finché non si fermò a Casarsa, il
paese della madre, restandovi fino al '49. Studiò e si laureò a Bologna,
poi intraprese la carriera dell'insegnante. Trasferitosi a Roma,
trascorse sulle prime una vita difficile, dedicandosi a molti lavori
letterari e poi cinematografici, come sceneggiatore e regista. I suoi
film sono conosciuti in tutto il mondo. Morì tragicamente ucciso nei
pressi di Ostia nel 1975, in circostanze non ancora chiarite.
Della vasta opera letteraria si segnalano: Poesia: Poesie a Casarsa
(1942), La meglio gioventù (1954), Le ceneri Di Gramsci (1957),
L'usignolo della Chiesa Cattolica (1958), Sonetto primaverile (1960), La
religione del mio tempo (1961), Poesia in forma di rosa (1964),
Trasumanar e organizzar (1971) Narrativa: Ragazzi di vita (1955), Una
vita violenta (1959), Amado mio - Atti impuri (1982), Petrolio (1992)
Saggistica: Passione e ideologia (1960), Scritti corsari (post., 1975)
Film: Accattone (1961), Mamma Roma (1962) Il Vangelo secondo Matteo
(1964), Uccellacci e uccellini (1966), Edipo re (1967), Teorema (1968)
Porcile (1969), Medea (1970), Il Decameron (1971), I racconti di
Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974), Salò o le
centoventi giornate di Sodoma (1975) Indietro
Leggi le poesie:
| Supplica a mia madre| Senza di te tornavo, come ebbro | O me
giovinetto | Ciant da li ciampanis |
Sandro Penna
Il poeta, nato a Perugia il 12 giugno 1906, da una famiglia di
commercianti, morì nel 1977. Si diplomò in ragioneria. Nella città
natale visse fino a ventitré anni, quando venne a stabilirsi a Roma,
meta di sue frequenti fughe dall’età di sedici anni. Le prime poesie che
scrisse furono lette da Umberto Saba, al quale il giovane Penna le aveva
inviate in visione, senza conoscerlo personalmente. Fu per l’interesse
del grande poeta triestino che riuscì a pubblicare i suoi primi versi.
La sua raccolta d’esordio apparve però soltanto nel 1939, con il titolo
di Poesie. Successivamente la sua vita continuò a svolgersi in modo
piuttosto disordinato, ma anonimo, senza trovare un lavoro stabile,
tranne forse quando a Milano fu commesso di libreria. Collaborò, ma
saltuariamente, a quotidiani e riviste, su cui apparvero negli anni ’40
alcune delle prose più tardi raccolte nel volume Un po’ di febbre. Il
suo secondo libro di versi uscì nel 1950 con il titolo di Appunti e, nel
1957, la raccolta completa delle sue Poesie edita da Garzanti, che gli
valse il Premio Viareggio. Indietro
Leggi le poesie:
| Notte: sogno di sparse... | Io vivere vorrei addormentato | Le porte
del mondo non sanno | Scuola | Il mare è tutto azzurro |
Francesco Petrarca
Poeta e scrittore, nato nel 1304 ad Arezzo, morì nel 1374 ad Arquà, in
Veneto. Trascorse la giovinezza ad Avignone, dove il padre lavorava
presso la corte pontificia, e a Bologna, dove approfondì gli studi
giuridici. Dopo la morte del padre, per trovare una sistemazione
economica, prese gli ordini minori. Nel 1330 si pose al seguito del
cardinale Giovanni Colonna e iniziò la sua vita al servizio dei potenti:
i Colonna, i Correggio, i Visconti, i Carrara, la Repubblica di Venezia.
Nel 1370 si ritirò ad Arquà, dove si dedicò alla revisione delle sue
opere fino alla morte. Vasta la sua produzione letteraria che comprende
opere in latino ed in volgare. Opere in latino: Africa (poema), De vita
solitaria (2 libri), Secretum, Epistulae; in volgare: Canzoniere (366
componimenti), Trionfi (poema). Indietro
Leggi le poesie:
| Voi ch’ascoltate in rime sparse... | Chiare, fresche e dolci acque |
Sennuccio, i' vo' che sappi in qual manera | Nova angeletta sovra
l'ale accorta | Solo et pensoso i più deserti campi | Erano i capei
d'oro a l'aura sparsi | Pace non trovo e non ò da far guerra | Piangete,
donne, et con voi pianga Amore |
Antonia Pozzi
Poetessa. Nacque nel 1912 a Milano, dove morì suicida nel 1938. Seguì
l'insegnamento di A. Banfi all'Università di Milano, dove studiò
filologia moderna e accrebbe la sua passione per la filosofia, la
letteratura ed il linguaggio. Fu collaboratrice di "Corrente" e di altre
riviste del tempo. Poesia: Parole, La vita sognata e altre poesie
inedite; Saggistica: Flaubert. La formazione letteraria. Leggi le poesie:
| Amore di lontananza | Il cielo in me | Per un cane | Il volto nuovo |
Sentiero | Minacce | Venezia | La fornace | Cimitero di paese | Notturno
| La vita | Altura | Pace |
Salvatore Quasimodo
Il poeta nacque a Modica in Sicilia nel 1901 e morì a Napoli nel 1968.
Visse l’infanzia e l’adolescenza in varie città della Sicilia in seguito
ai trasferimenti del padre, capostazione delle ferrovie di Stato. Si
iscrisse alla facoltà di ingegneria a Roma, ma interruppe gli studi ed
esercitò diversi mestieri in molte città italiane. A Firenze fu
introdotto negli ambienti letterari dal cognato Elio Vittorini, e
pubblicò la sua prima raccolta di versi Acque e terre. Si trasferì poi a
Milano dove insegnò letteratura italiana al Conservatorio. Dopo la fine
della seconda guerra mondiale pubblicò Con il piede straniero sopra il
cuore, raccolta ispirata alla Resistenza cui seguirono altre promosse da
un forte impegno civile. Nel 1959 fu insignito del premio Nobel per la
letteratura. La poesia di Quasimodo rispecchia molta parte delle
inquietudini, dei drammi, delle contraddizioni dell’uomo moderno. Poesia:
Oboe sommerso, Erato e Apollion, Ed è subito sera, Giorno dopo giorno,
La vita non è sogno, Il falso e vero verde, La terra impareggiabile;
Traduzioni: Lirici greci, Omero, Carmi di Catullo, Antologia Palatina.
Indietro
Leggi le poesie:
| Lettera alla madre | Rifugio d’uccelli notturni | Già la pioggia è con
noi | Al padre | Ride la gazza, nera sugli aranci | Vento a Tindari |
| Vicino a una torre saracena, per il fratello morto | Alle fronde dei
salici | Poesia di primavera | Nel giusto tempo umano |
Giovanni Raboni
Poeta, nato a Milano nel 1932, laureato in giurisprudenza, collabora con
case editrici, come consulente e traduttore, e con giornali e riviste in
qualità di critico letterario e teatrale. Ha scritto su "Paragone" e "Quaderni
piacentini", ha diretto "L’illustrazione italiana". La sua poesia, di
registro linguistico vario, tendente alla colloquialità, trae spunto da
figure e scorci della sua città natale e da richiami di carattere
familiare. Punti di riferimento sono per lui i poeti lombardi (da Parini
e Manzoni a Tessa, Sereni, Erba), Baudelaire (di cui ha tradotto le
poesie), Eliot e Pound. E’ stato traduttore anche di Flaubert,
Apollinaire e Proust. Poesia: Il catalogo è questo, L’insalubrità
dell’aria, Le case della Vetra, Gesta Romanorum, Economia della paura,
Cadenza d’inganno, Il più freddo anno di grazia, Nel grave sogno, A
tanto caro sangue, Poesie 1953-1987, Canzonette mortali, Versi guerrieri
e amorosi, Ogni terzo pensiero, Quare tristis; Saggistica: Poesia degli
anni Sessanta, Poesia italiana contemporanea; Narrativa: La fossa di
Cherubino. Indietro
Leggi le poesie:
| Ci sono sere che vorrei guardare | Supina | Come cieco, con ansia |
Nel pollaio di stracci |
Clemente Rebora
Poeta, nato a Milano nel 1885 e morto a Stresa nel 1957 dopo una
dolorosa malattia, ricevette dalla famiglia un’educazione ispirata ad
una concezione della vita laica e ai valori del risorgimento. Avviati
gli studi di medicina a Pavìa, li interruppe e si iscrisse
all’Università di Milano, laureandosi in Lettere nel 1910 e cominciò ad
insegnare negli Istituti tecnici. Partecipò alla grande guerra subendo
un trauma cranico in seguito allo scoppio di una granata, e per questo
fu congedato. Nel dopoguerra riprese a insegnare presso istituti privati.
Intanto viveva una crisi spirituale ed esistenziale che si risolse con
la conversione alla religione cattolica. Entrò a Domodossola nel
convento dell’ordine rosminiano e nel 1936, presi i voti, fu ordinato
sacerdote. Da allora visse tra Domodossola e Stresa in vari istituti
dell’ordine. Poesia: Frammenti lirici (1913); Canti anonimi (1922),
Canti dell’infermità (1956). Indietro
Leggi le poesie:
| Leggiadro vien nell’onda della sera | Campana di Lombardia | Certezza
del vero | La mia vita, il mio canto | Dall'immagine tesa |
Rainer Maria Rilke
Poeta austriaco. Nacque a Praga nel 1875 e morì di leucemia in Svizzera,
in un sanatorio presso Montreux nel 1926. Il padre era un funzionario
ferroviario e la madre un’esponente dell’ambiente borghese benestante di
Praga. Fu avviato alla carriera militare, ma l’abbandonò presto. Si
dedicò alla carriera letteraria, sorretta dagli incoraggiamenti materni;
studiò a Linz, Monaco e infine Berlino, per compiere studi di
letteratura e storia dell’arte; nel frattempo scriveva racconti, novelle,
ballate, drammi, saggi e recensioni. Fondamentale fu la relazione con
Lou Andreas-Salomé, di una quindicina d’anni più anziana, che con il suo
prestigio culturale ed intellettuale lo ispirò e guidò nella sua
attività di scrittore. Spirito irrequieto, compì viaggi e soggiorni in
Russia (con Lou Andreas-Salomé che gli fece conoscere Tolstoj), Francia
(dove lavorò come segretario dell’artista Rodin), Italia e Svizzera, ma
anche in Svezia e Danimarca. Nel 1901 si sposò con la scultrice Klara
Westhoff, una delle pupille di Auguste Rodin, ma l’unione durò soltanto
un anno. Spesso visse del sostegno e dell’ospitalità di amici,
incontrando talora difficoltà economiche estreme. Infatti fu presso il
castello di un’amica, la contessa Thurn und Taxis, a Duino, che iniziò a
comporre le Elegie Duinesi. E’ considerato uno dei maggiori poeti del
Novecento. Poesia: Il libro d’ore, Il libro delle immagini, Romanza
d’amore e di morte dell’alfiere Cristoforo Rilke, Nuove poesie, Cinque
canti, Elegie duinesi, Sonetti a Orfeo; Prosa: Quaderni di Malte Laurids
Brigge, La felicità bianca, Le storie del buon Dio. Indietro
Leggi le poesie:
| Risveglio del vento | Baudelaire | Requiem | Canto d'amore | Se la
vostra giornata vi sembra povera | La pantera | Canto del mare | La
giostra | Tardo autunno a Venezia | Viene adagio la sera |
Tiziano Rossi
Poeta, è nato a Milano nel 1935. Laureato in lettere, ha lavorato sempre
nell’editoria. La critica lo considera un esponente della "linea
lombarda" della poesia di secondo Novecento, caratterizzata da
linguaggio colloquiale, tendente alla discorsività, e dalla capacità di
cogliere i particolari delle cose con una rappresentazione puntuale
degli oggetti. E’ risultato vincitore del Premio Viareggio 2000 -
sezione poesia - con "Gente di corsa", tradotto e pubblicato in molti
paesi stranieri. Poesie: Il cominciamondo (1964), La talpa imperfetta
(1968), Dallo sdrucciolare al rialzarsi (1976), Quasi costellazione
(1982), Miele e no (1988), Il movimento dell’adagio (1993), Pare che il
Paradiso (1998), Gente di corsa (2000). Indietro
Leggi le poesie:
| Zio | Stanza | Scoiattolo | Difesa | Gatto | Bambino O. B.|
Umberto Saba
Il poeta, nato a Trieste nel 1883 e morto a Gorizia nel 1957, ebbe
un’infanzia difficile. Il padre, ariano, abbandonò la madre, ebrea, poco
prima che nascesse. Cambiò poi il suo cognome Poli in Saba, che in
ebraico significa "pane". Presto dovette cercarsi un lavoro, per questo
non terminò gli studi. Nel 1911 si sposò con Lina, figura dominante del
Canzoniere. Dopo la prima guerra mondiale, cui partecipò, acquistò una
vecchia libreria che gli diede da vivere. Con la promulgazione delle
leggi razziali fu costretto a nascondersi presso amici, a Firenze e a
Roma. Alla fine della seconda guerra mondiale, rientrò a Trieste, dove
trascorse gli ultimi anni della sua vita. Saba canta tutti gli aspetti
della vita, anche i più umili e quotidiani. Poesia: Canzoniere,
Mediterranee, Uccelli-Quasi un racconto; Prosa: Scorciatoie e raccontini;
Storia e cronistoria del Canzoniere; Romanzo: Ernesto (postumo).
Indietro
Leggi le poesie:
| Il poeta | Commiato | Paolina | Guarda là quella vezzosa | Donna |
Ritratto della mia bambina | Favoletta | Goal | Skotsch-terrier | La
capra | L’ornitologo pietoso | Favoletta alla mia bambina | Così passo i
miei giorni | Poesia | Sera di febbraio | La fanciulla | La mia
fanciulla | Trieste | La Malinconia | Una strana bottega d'antiquario |
Notte d'estate | Fontanella | C'era | L'arboscello |
Saffo
Poetessa greca, vissuta tra il VII –VI sec. A. C., nacque nella città di
Ereso intorno al 630 sulla costa occidentale dell’isola di Lesbo, ma
trascorse la sua esistenza, per lungo tempo, a Mitilene, centro più
importante, educando alla musica e alla danza le giovani figlie degli
aristocratici. Ebbe tre fratelli e fu sposata ad un facoltoso mercante
da cui ebbe una figlia, Cleis, di cui parla nella sua opera. Fu
costretta all’esilio in Sicilia in seguito ai rivolgimenti politici che
portarono al dominio dei tiranni. E’ stato detto che Saffo fosse giunta
ad un’età avanzata; che si fosse innamorata del bellissimo Faone e,
respinta dal giovane, si fosse uccisa gettandosi dalla rupe di Leucade.
Ma si tratta di una leggenda: a crearla furono i comici stravolgendo il
significato di accenni di Saffo a Faone (in origine un essere mitologico
della cerchia di Afrodite) e alla rupe di Leucade (un luogo mitico da
cui ci si gettava metaforicamente per dimenticare una pena). Saffo
scrisse in dialetto eolico poesie liriche (canti d’amore, inni, poemetti
mitologici, epitalami) raccolte in nove libri. Della sua opera restano
un’ode intera e circa duecento frammenti. La poesia di Saffo è semplice,
naturale e immediata. Indietro
Leggi le poesie:
| L’amore mi sconvolse... | A me pare uguale agli Dei | Afrodite,
tronoadorno, immortale | Un esercito di cavalieri, dicono alcuni |
| Notturni | Intimi contrasti |
Carl Sandburg
Poeta statunitense (1878-1967). Figlio di emigranti svedesi dovette
lavorare duramente, svolgendo mestieri quali lo sguattero, il contadino,
il soldato mercenario. Poi fece il propagandista politico e il
giornalista. Ottenuto il successo con il primo libro di versi, Poesie di
Chicago, si dedicò alla poesia ed ai suoi passatempi preferiti:
raccogliere canti popolari della sua terra e scrivere la biografia di
Lincoln. Sandburg è il poeta della città nell’era industriale. Poesia:
Chicago Poems. Indietro
Leggi le poesie:
| Nebbia |
Edoardo Sanguineti
Critico e scrittore, vivente, è nato a Genova nel 1930. Ha insegnato a
Torino e per molto tempo ha vissuto a Salerno dove ha insegnato
letteratura italiana contemporanea in quella università. E' ritenuto uno
dei maggiori esponenti dell'avanguardia (presente nell'antologia dei
Novissimi) ed esponente di punta del Gruppo '63. "Sanguineti ritrae con
parole lo sconnesso paesaggio della vita" (A.Giuliani). Narrativa:
Capriccio italiano, Il gioco dell'oca; Saggistica: Interpretazione di
Malebolge, Tra Liberty e Crepuscolarismo, Ideologia e linguaggio, Il
realismo in Dante, G. Gozzano, indagini e letture, La missione del
critico; Poesia: Laborintus, Opus metricum, Triperuno, Wirrwarr,
Catamerone, Segnalibro, Bisbidis, Senzatitolo, Postkarten,
Stracciafoglio. Poesie 1977-1979. Indietro
Leggi le poesie:
| Imitazione da Catullo | Anima mundi | Quartina | Cadeau (per Carol) |
Questo è il cuore dei monti | siamo tutti politici (e animali): |
Camillo Sbarbaro
Fu poeta e narratore. Nacque a Santa Margherita ligure nel 1888 e morì a
Savona nel 1967. Visse nella sua terra natale, la Liguria, a Savona e a
Genova, dove lavorò come impiegato presso industrie siderurgiche fino
alla fine della prima guerra mondiale. Dopo la guerra insegnò
privatamente greco, si dedicò allo studio dei licheni , di cui fu
specialista di fama internazionale, e svolse l’attività di traduttore.
Nel 1951 si trasferì a Spotorno, dove concluse la sua vita. La prima
raccolta di poesie, Resine (1911), fu pubblicata grazie all’aiuto dei
suoi compagni di liceo. Poesia: Resine, Pianissimo; Prosa: Trucioli,
Liquidazione, Fuochi fatui, Scampoli; Traduzioni: classici greci ed
autori francesi. Indietro
Leggi le poesie:
| Io che come un sonnambulo cammino | Padre, se anche tu non fossi il
mio... | A volte sulla sponda della vita | Al tempo |
Vittorio Sereni
Poeta, nato a Luino (Varese) nel 1913 e morto a Milano nel 1983, fece i
primi studi nella città natale e in seguito a Brescia. Poi passò a
Milano dove si laureò in lettere e collaborò con varie riviste
letterarie. Durante la seconda guerra mondiale, cui partecipò, cadde
prigioniero degli Alleati e fu internato in un campo di prigionia in
Algeria. Finita la guerra, riprese l’attività, lavorando a Milano in
qualità di direttore letterario della casa editrice Arnoldo Mondadori.
Poesia: Frontiera (1941), Diario d’Algeria (1947), Gli strumenti umani
(1965) Indietro
Leggi le poesie:
| In me il tuo ricordo | I versi | Quei bambini che giocano | Terrazza |
Leonardo Sinisgalli
Poeta e scrittore, Sinisgalli nacque a Montemurro, in provincia di
Potenza, nel 1908 e morì a Roma d’ infarto nel 1981. Terzo di una
numerosa prole, visse nel paese un’ infanzia felice e spensierata . Nel
1918 partì per studiare alla volta del Collegio Salesiano di Caserta,
poi a quello di Benevento. Visti gli eccellenti voti conseguiti in
matematica e in disegno (10), e in altre materie, si iscrisse a Roma
presso la facoltà di Matematica, ma , ultimato il biennio, passò ad
Ingegneria. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica ed industriale, e
l’esame di stato sostenuto, per l’abilitazione alla professione, a
Padova nel ’32, si trasferì a Milano. Determinante fu l’incontro con
Ungaretti, poeta già famoso, che all’inizio del ’34, parlò
entusiasticamente di lui. Continuò a lavorare a Milano intensificando la
sua attività di pubblicista su riviste d’architettura e d’arredamento,
interessandosi d’arte, d’allestimenti, di grafica. Partecipò alla
seconda guerra mondiale con il grado d’ufficiale. Nel 1948 fu assunto
dalla Pirelli come Art director, dieci anni dopo dall’Agip. Poesia: 18
poesie, Poesie, Campi elisi, Nuovi Campi elisi, L’età della luna, Il
passero e il lebbroso. Indietro
Leggi le poesie:
| A mio padre | Eri dritta e felice | Poesia per una cicala | Lapide |
Mi ricorderò di questo autunno | Tu andavi e venivi | Uno spicchio
di pera | Post scriptum | La vigna vecchia | La voce del cacciatore |
Canto di una fanciulla in attesa delle nozze |
Gaspara Stampa
Poetessa, di nobile famiglia milanese, nacque a Padova nel 1523 e morì a
Venezia nel 1554, dopo quindici giorni di febbre. Dopo la morte del
padre nel 1531, si trasferì a Venezia con la madre, il fratello
Baldassarre e la sorella Cassandra. Nella città lagunare partecipò alla
vita colta e mondana come ricercata cantante e insieme come cortigiana
d'alto rango. Dal 1548 al 1551 ebbe una relazione d'amore non facile e
tormentata con il giovane conte Collaltino di Collalto, per il quale
compose i versi del Canzoniere, una specie di diario lirico in cui si
alternano gioie ed angosce. Poco dopo la sua morte, la sorella fece
pubblicare le sue poesie con il titolo di Rime. Indietro
Leggi le poesie:
| Piangete, donne... | Voi che novellamente, donne, entrate | Se d'arder
e d'amar io non mi stanco | A Mirtilla |
Rabindranath Tagore
Poeta, drammaturgo, musicista, naturalista e filosofo indiano nacque nel
1861 e morì nel 1941. Di nobile famiglia studiò per tre anni in
Inghilterra. Dopo aver sofferto dolorose esperienze familiari, quali la
perdita della moglie e di due figli, nel 1901 creò presso Bolpur una
scuola in cui gli alunni vivevano liberamente a contatto della natura, e
le lezioni consistevano in conversazioni all’aperto. Intanto pubblicava
volumi con saggi di natura filosofico-religiosa e le sue poesie,
tradotte da lui in inglese, gli diedero fama anche in Europa. Nel 1913
gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. La sua produzione
in bengali e in inglese è vastissima. Qui si citano: Poesia: Canti del
mattino e canti della sera, Offerta di canti: Gitanjali, Il giardiniere,
La luna crescente; Scritti filosofici: Sadhana, La realizzazione del
fine supremo; Romanzi: La casa e il mondo; Autobiografia: Ricordi di
vita; Drammi: Citra, L’ufficio postale, Il re della camera oscura,
Oleandri rossi. Indietro
Leggi le poesie:
| Non abbandonarti | Donna, non sei soltanto l'opera di Dio | Dono | Il
sonno che aleggia | Mi hai fatto senza fine | Ma è il mio cuore amore
mio | Hai colorato i miei pensieri | Non celare il segreto del tuo cuore
| Il giorno in cui | Se tu non parli | Il dono dell'amante | Il
principio | Nubi su nubi si addensano | La Nube mi disse... |
Attraversando il fiume|
Iginio Ugo
Tarchetti
Lo scrittore nacque a San Salvatore Monferrato(Alessandria) nel 1841.
Compì gli studi a Casale e a Valenza ed intraprese la carriera militare,
che abbandonò nel 1865 per motivi di salute e si stabilì a Milano.
Divenne ben presto uno degli esponenti più tipici della Scapigliatura
milanese, collaborando con numerosi giornali e scrivendo racconti,
romanzi e versi. Morì di tisi nel 1869.
Poesia: Disiecta (postumo), Racconti: Racconti fantastici, Amore
nell'arte; Romanzi: Paolina, Una nobile follia, Fosca (postumo) Indietro
Leggi le poesie:
| Memento | Non cantar le canzoni del passato | Angeli e farfalle |
Torquato Tasso
Poeta, nacque nel 1544 a Sorrento, dove il padre Bernardo, letterato
d'origine bergamasca, era al servizio di Ferrante Sanseverino, principe
di Salerno. Abbandonò presto gli studi di diritto dedicandosi a quelli
letterari e nel 1562 compose un poema cavalleresco intitolato "Rinaldo".
Dal 1565 al 1575 fu a Ferrara, al servizio del cardinale Luigi d'Este e
poi del duca Alfonso II. Qui scrisse le sue opere maggiori. Ma cadde in
una profonda crisi, perché molti dubbi sugli aspetti morali e religiosi
della "Gerusalemme liberata" lo resero irrequieto, diffidente di tutto e
di tutti. Scappò da Ferrara, girovagando per varie città italiane,
finché, tornato dagli Estensi, fu rinchiuso, quando cominciò a dare
segni di squilibrio mentale, per sette anni nell'ospedale psichiatrico
di S. Anna. Liberato nel 1586 visse anni infelici, peregrinando per
tutta l'Italia. Morì nel 1595 a Roma, dove si era recato per essere
incoronato poeta. Poesia: Rinaldo, Aminta, Gerusalemme liberata,
Gerusalemme conquistata (rifacimento della "Liberata"), Re Torrismondo (Tragedia),
Monte Oliveto (poemetto sacro, in ottave, incompiuto), Le sette giornate
del mondo creato (poemetto in versi sciolti), Le rime. Prosa:
Epistolario, Apologia, I discorsi dell'arte poetica, I discorsi del
poema eroico, Dialoghi (26). Indietro
Leggi le poesie:
| Donna gentil, mentr'io vi miro e canto... | La morte di Clorinda |
Trilussa
Poeta in dialetto romanesco, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri,
nacque nel 1871 a Roma, dove morì nel 1950. Nei suoi volumi commentò con
arguzia e bonaria ironia vicende e costumi della vita romana e italiana.
La raccolta delle sue Poesie (postumo, 1951) comprende i libri
precedenti: Ommini e bestie, Le storie, Lupi e agnelli, La gente, Libro
n. 9, Le cento favole, Giove e le bestie. Indietro
Leggi le poesie:
| La politica | L'agnello infurbito | Questione di razza | La maschera |
Quella vecchietta ceca, che incontrai | All'ombra |
Giuseppe Ungaretti
Il poeta, nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888 e morto a Milano nel
1970, trascorse l’infanzia e l’adolescenza in Egitto. Nel 1912 si
trasferì a Parigi, dove frequentò personaggi notevoli della cultura
francese ed anche scrittori italiani come Aldo Palazzeschi e Ardengo
Soffici. Tornato in Italia, partecipò come volontario alla prima guerra
mondiale e combatté come soldato semplice di fanteria sul Carso.
Successivamente si stabilì a Roma, e nel 1936 accettò di insegnare
letteratura italiana all’università di San Paolo in Brasile. Qui la sua
vita fu sconvolta dalla morte del figlioletto Antonello, di soli nove
anni. Ritornato in Italia, insegnò letteratura italiana moderna e
contemporanea all’università di Roma. Poesia: Vita d’un uomo (edizione
definitiva che raccoglie tutte le sue poesie e traduzioni di poeti
francesi, inglesi e spagnoli). Indietro
Leggi le poesie:
| Italia | Giorno per giorno | Se tu mio fratello | La madre | Natale |
C’era una volta | Silenzio | Universo | Canto beduino | Mattina |
Sonnolenza | Sono una creatura | I fiumi | San Martino del Carso |
Eterno | Canto primo | Allegria di naufragi | Variazioni sul tema della
rosa | Prato | Sereno |
Giacomo Zanella
Poeta, nato a Chiampo (Vicenza) nel 1820, morì a Cavazzale (Vicenza) nel
1888. Compì gli studi nel seminario arcivescovile e fu ordinato
sacerdote nel 1843. Di idee liberali e patriota per alcuni anni gli fu
impedito dal governo austriaco di insegnare. Dopo la terza guerra di
indipendenza, divenne professore di letteratura italiana presso
l’università di Padova. Poesia: Versi. Indietro
Leggi le poesie:
| Sopra una conchiglia fossile, vv 1-7 | Egoismo e carità | A un
ruscello |
